CRONACHE GEOPOETICHE. TORNERANNO I PRATI

Un nuovo racconto oggi sul Corriere della Sera (dorso Bergamo)

Basta seguire le tracce di lepre bianca dove ancora la neve si annida tenace nell’ombra del settentrione, di traverso, sotto aguzzi spuntoni calcarei dove si nasconde un nido d’aquila e da dove un ungulato segnala la sua presenza. Il tramonto si avvicina, i pascoli sono imperturbabili, totem di qualcosa che tornerà, come i loro prati. La primavera silenziosa ha tanti messaggi per tutti, come quello che ci rassicura almeno di questo. I prati torneranno e noi potremo ritrovarli sotto il sole, per il lavoro e per il riposo. Forse è ancora un sogno. Forse, tra non molto, oltre ai prati  LEGGI Torneranno I Prati


L'ORIZZONTE HA LO SGUARDO PIU' AMPIO

Il silenzio è un risveglio. Lì fuori, da dove ogni mattina i primi suoni del giorno vengono insufflati nel canto degli uccelli, tutto sembra lontano. Il territorio è un luogo di desiderio, attraverso il quale il silenzio si muove fino a svegliarci. Un semplice pensiero, chiaro, mi viene guardando fuori, nella mezza luce di questo lungo e indefinito durante, fatto di attesa e di dolore per chi da oggi, invece, questo canto non lo potrà più sentire. Dicono che in questi momenti si avvertono meglio certe cose: è vero, quelle interconnessioni sociali, che diamo sempre per scontate, ora non lo sono. E questo penso, mentre ... LEGGI QUI

L'Orizzonte Ha Lo Sguardo Più Ampio oggi, su Limina.

 

 

 


AKIRA KUROSAWA - 黒澤 明 : LO SGUARDO DA DENTRO

Il 23 marzo 2010, 110 anni fai, nasceva a Tokyo Akira Kurosawa, 黒澤 明. Discendente di una famiglia di samurai, visionario e totalmente integrato alla natura - della quale noi siamo parte integrante - genio della narrazione. Vorrei scrivere tante cose su di lui, ma oggi voglio solo tenermi quello sguardo dentro - dentro trenta film in cinquantasette anni di carriera. Lo sguardo dell'artista che, quando è così immenso, trascende addirittura la sua stessa disciplina. Akira Kurosawa, regista? Si, anche. Akira Kurosawa, soprattutto, voce dell'universo. A ognuno il "suo" Kurosawa, oggi lo voglio però ricordare con questi estratti da:

Dersu Uzala

Dreams - Sogni 

Intervista

 


LA RESPONSABILITA' E L'EQUILIBRIO

Se vacillo ascoltando amiche e amici costretti ad andare a lavorare in luoghi dove poche, o nessuna, precauzione sono state (irresponsabilmente) adottate, vacillo meno pensando al fatto che la responsabilità, che fa rima con libertà, è il premio finale di un lungo processo di presa di coscienza: un evento psichico, mentale, spirituale, corporeo, che richiede un percorso sul sentiero della libertà più irrinunciabile di essere umani. La gran parte di noi non è in prima linea come gli operatori sanitari e molte altre persone, che responsabilmente ogni giorno ci permettono di continuare a usufruire dei servizi fondamentali. Però tutti possiamo contribuire e in molti modi: la necessità vitale di reagire a... CONTINUA A LEGGERE

 


LA MUSICA E' ANDROGINA

Secondo contributo per la mia rubrica DiverSound sul trimestrale di inclusione e innovazione DiverCity Magazine. Un'esperienza di scrittura e studio che stimola a esplorare diverse espansioni di coscienza legate a un tema che, nel numero 6 della rivista, è "gender". Così nasce La Musica E' Androgina:

La natura della musica è senza genere. O meglio, la natura della musica è di ogni genere. La musica – la Musa – è la prima voce dell’universo che viaggia negli spazi siderali, è la sorgente della voce umana, la guida che si diffonde tra le vie del mondo come l’aria che respiriamo. La musica ha genere da quando esiste il suo commercio ma chi, dal nulla, la crea per offrirla ai suoi simili, sa che la scintilla iniziale è l’inequivocabile luce il cui suono viene dall’universo dal quale si attinge qualcosa di intangibile da ciò che è immateriale per dargli una forma, o meglio, il linguaggio chiamato musica: non la vedi, non la tocchi, ma i suoi effetti sull’apparato nervoso sono la totalità della “sessualità” dell’universo che rilascia un frammento e ci consente di ascoltare questo linguaggio. Forse per questo l’artista ha spesso sentito la necessità di ... LEGGI TUTTO

Ma non posso esimermi dall'invitarvi a leggere uno splendido pezzo scritto dal grande artista GianCarlo Onorato, che in questi giorni ha pubblicato questo testo, Androginia, sul magazine online Spettakolo!: corrispondenze e connessioni  nelle espanse terre della (ri)elaborazione.


WORDS FROM THE FRONT. THE RIGHT TO HEALTH

10.3.2020 WORDS FROM THE FRONT

updated on March 12, 2020

Dear Friends Worldwide

I read, I see, I sense, that probably most of you scattered across the globe still do not get what is really going on. For us, in Europe at large (meaning, not the EU, but Europe as a huge stretch of land and history), what is happening with the COVID-19 epidemic (now a pandemic, worldwide, though W.H.O. still resists to declare it so, but this is simply because a few years ago, stock market bonds called "pandemic bonds" were launched, and to call it a pandemic would cause financial damages to the miserable who devised them and in them invested, read the Washington Post report ) is something that - to paraphrase Jack London's China apocalypse short story- is a spooky reminder of his "The Unparalleled Invasion" (1910: read it, please). What is happening in Italy has all the Italian archetypical marks all over it. The great scientists, researchers, specialists, medical crews, and all the amazing self denial of over thirty years of pillaging the Public Health System.

My father was a children's doctor. PhD in Surgery and Physician, specialized in Pediatrics. Since I was a little kid he feared a lot the privatizing of Public Health.  He often reminded us that our Public Health System, as perfectible as it was, really provided us and cared for us. It still does, of course, but circumnstances

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CAMMINARE, UN VACCINO CONTRO LA PAURA

«Che ti move, o omo, ad abbandonare le proprie tue città, a lasciare li parenti e amici, ed andare in lochi campestri per monti e valli,

se non la naturale bellezza del mondo?».

Così ci accoglie il sentiero che percorre la sponda destra della mesmerica vallata profonda e sognante. Ogni volta, sento quel magnetismo vitale che risuona in quella frase. Impossibile non pensarlo in queste strane settimane, quando sei in cammino e incontri altre persone che, come te, sanno bene che camminare non è un virus. L’epidemia ha sparigliato le carte, portando in superficie fragilità di una società disallineata dai... LEGGI DAL CORRIERE DELLA SERA


EDVARD MUNCH. I QUADERNI DELL'ANIMA

Nella pittura, come nella letteratura, si è soliti confondere i mezzi con i fini. La natura è il mezzo, non il fine. Se cambiando la natura riusciamo a esprimere qualcosa, dobbiamo farlo. Se un paesaggio ci trasmette una determinata impressione e riusciamo a dipingerla, avremo riflesso il nostro stato d’animo. È questo il valore primario dell’arte: la natura è solo il mezzo e poco importa se il quadro la riproduce fedelmente o no.

Edvard Munch. I Quaderni dell'Anima

(Nuova Editrice Berti, 2020. A cura di Serena Rinaldi, pag 120, Euro 12)

 

Il 24 febbraio 2020, Nuova Editrice Berti pubblica I Quaderni Dell'Anima di Edvard Munch. Un volume interessante, selezione di scritti e pensieri del grande artista norvegese, pubblicati su iniziativa del Museo Munch di Oslo. Come spesso capita taccuini, diari, riflessioni, soprattutto se di artisti conosciuti non per la loro scrittura ma per altre espressioni creative, in essi si rivelano il pensiero e la visione del mondo che poi conducono alle opere da noi amate. E' un libro decisamente consigliato, per chi ama scavare e sondare le profondità insondabili dello spirito umano di fronte alla scintilla cosmica, come ci indica la citazione in apertura di questo post.

Mi sento particolarmente legato a Munch. Accadde quando vidi un documentario molti anni fa, che mi ispirò a scrivere uno dei passaggi chiave del mio primo libro di narrativa, I Diari di Rubha Hunish (2004). La presenza di protagonisti che sono artisti, realmente esistiti o creati dalla mia immaginazione, ha caratterizzato infatti il mio percorso letterario. Da uno dei personaggi del romanzo La Valle di Ognidove (2007,  ma tornerà disponibile nel 2020 per Lubrina Editore), a quello che caratterizza il breve romanzo La Vera Storia di Gottardo Archi (2017) fino al capitolo dedicato a Segantini in Il Geopoeta. Avventure Nelle Terre Della Percezione (2019). Ho sempre attribuito questa fascinazione alla forte influenza avuta in famiglia, anche se la mia competenza e conoscenza di questa magnifica espressione umana è sicuramente poca. Il che, d'altro canto, mi ha concesso un approccio più vergine verso tele, affreschi, dipinti, bozzetti, al punto da trasformare spesso, tutto questo, in materiale per la mia immaginazione creativa. Ecco perché sono affascinato dall'uscita di questi diari, appunti e pensieri di un artista come Munch, certo famoso nell'universo per il suo Skrik, l'Urlo, ma forse meno conosciuto riguardo alle sue grosse problematiche personali, quella frizione, a volte dolorosamente necessaria, tra gli elementi della vita, dalla quale scaturisce la scintilla. Per questo, condivido qui Oslo e L'Urlo, capitolo tratto da I Diari di Rubha Hunish LEGGI


ASSOMIGLIO ALLE MIE SCARPE

È importante avere un segreto, una premonizione di cose sconosciute.

L’uomo deve sentire che vive in un mondo per certi aspetti misterioso, che in esso avvengono e si sperimentano cose che restano inesplicabili.

(C.G. Jung)

ASSOMIGLIO ALLE MIE SCARPE (reprise)

Me ne sono accorto oggi. Ho guardato le pedule morbide, ormai al (viale del) tramonto, con la loro scritta dietro il tallone, discreta e anche evocativa, perché no? Renegade. Le ho guardate bene: «l'ultima volta avevamo detto che era la fine. Avevamo scelto un grande luogo selvaggio per salutarci. Ve lo ricordate? Ma poi ce l'avete fatta, mi avete indossato anche questa volta. Non mi volete lasciare qui». Loro due mi hanno guardato intensamente, intrise di CONTINUA A LEGGERE

(magari ascoltando Silent Air della grande band inglese, The Sound)

 

 

 


L'ULULATO DALLA LESSINIA. IL CAMMINO DI BUCK

Sabato 11 gennaio, ore 20.30. Si apre la rassegna di quattro appuntamenti organizzata da Alta Lessinia, con la direzione artistica di Alessandro Anderloni, intitolata Il Cammino dell'Inverno. Un invito molto gradito: Alessandro già nel 2014 aveva invitato lo storytelling musicale Il Richiamo di Zanna Bianca al Film Festival della Lessinia e in questo caso il cammino geopoetico, che per me significava anche l'apertura del 2020 in viaggio, era pensato per e con Jack London e intitolato "Il cammino di Buck". Volevamo raccontare attraverso le grandi avventure del classico del 1903 anche qualcosa del lupo in Lessinia, da molti anni tornato ad aggirarsi su questi altopiani e questi monti. Un evento che ha richiesto e richiede un adattamento e un ripensamento nel rapporto tra noi e gli animali selvatici, una vera opportunità per tornare a conoscere profondamente la natura di cui facciamo parte. I sopralluoghi nell'area di Bocca di Selva, dove sorge un rifugio davvero accogliente, avevano suggerito ad Alessandro e poi alla guida escursionistica AIGAE, Gianmarco Lazzarin, un percorso semplice, per seguire il richiamo della...Lessinia, insieme a Buck, nel piccolo Yukon che si trova - selvaggio e potente - a poche centinaia di metri da una piana battuta dal vento, dal sole, dalla luna, a 1550 metri di quota. In cammino con Jack London, sotto la luna piena - la prima del 2020 - a poche ore dal suo compleanno. E si che esiste ancora qualcuno che crede al caso...

Ci siamo ritrovati, in circa novanta persone, compatte nella volontà di vivere un'esperienza fuori dall'ordinario, o forse, semplicemente, giusta, per chi ama - come tutte le persone che hanno deciso di uscire in pieno inverno la sera per ascoltare il cammino di Buck - sentirsi connesso con il mondo selvatico. Un mondo del quale noi siamo parte e che ci osserva, ci invita, ci dedica la sua energia, ricordandoci che non possiamo farne a meno. Ho voluto iniziare leggendo poche frasi da un libro che alle mie esperienze di neve e grande nord deve tanto, ovvero La Musica della Neve. Così volevo salutare Buck, Zanna Bianca, e ovviamente Jack. In fondo, la poca neve sul terreno, ma sempre a danzare polverosa e fragrante sotto i nostri passi, è un sogno: arriva, si stabilisce temporaneamente, poi torna nel cosmo. E poi, è accaduto: non appena ho aperto Il Richiamo della Foresta per accogliere Buck tra noi, un ululato e poi un altro hanno attraversato nel buio Bocca di Selva. Era chiaro che si trattasse di un saluto, un benventuto del wild che non ha fissa dimora e che è il canto nomade della notte dei tempi. Un piccolo dono, ne sono certo, di Jack London a tutti noi.

Nel plenilunio, ci siamo portati in una radura che mi ha ricordato alcuni campi allestiti dai protagonisti dei libri di London (ma anche miei, in certe spedizioni nellla neve) per poi scendere verso una pozza ghiacciata, il palco sul quale ho potuto danzare leggendo nell'abbraccio di tutti i partecipanti, delle guide come Andrea e Gianmarco (grazie, per il vostro lavoro e i vostri brevi ma profondi interventi), degli organizzatori come Riccardo e i suoi colleghi di Alta Lessinia. Il disco perfetto e luminoso della luna piena, sembrava essere questo palco e poi, il nostro cammino è ripreso, si è snodato tra abeti, neve, vasti orizzonti nei quali siamo usciti, come esploratori dalla foresta boreale, per consegnare alla notte tersa una memoria selvatica. La memoria del mondo giovane, al quale abbiamo diritto di appartenere.