GHIACCIO SOTTILE: IL NUOVO PODCAST PER RAIPLAY SOUND

Ghiaccio Sottile.

Per noi questo titolo rappresenta rotte, mondi, esplorazioni, studi, viaggi, incontri: ma soprattutto, un'idea reale di Ghiaccio. Tanto ghiaccio. E poi Acqua, tanta acqua che diventa un fiume di storie dove i numerosi ospiti incontrati nel flusso narrativo arricchiscono la nuova creatura di Fram Produzioni, di Lorenzo Pavolini & Davide S. Sapienza, con ArtIcon, con la preziosa consulenza scientifica di Anna Bonettini, la mesmerica colonna sonora originale di Francesco Garolfi e la piattaforma di RaiPlay Sound e la cura del nostro responsabile editoriale Andrea Borgnino, a consentire un viaggio tra orizzonti a questo vascello. Nel primo episodio, stipulato "Il patto con il ghiaccio", ve lo diciamo chiaramente: si viaggia dal sentire al sapere. Si tenta di entrare, per citare Fridtjof Nansen, nel movimento del ghiaccio. Gli otto episodi potete ascoltarli e scaricarli, condividerli e diffonderli da QUI. Il lavoro ci ha impegnato per oltre un anno. E' frutto di esperienze che hanno intriso le nostre vite e quelle di chi ha voluto raccontarci il ghiaccio nelle sue diverse espressioni - scientifiche, poetiche, storiche, professionali, di abitanti "del ghiaccio" - per condividere la straordinaria e portentosa storia del clima e di come "funziona" la nostra Terra. Il podcast viene pubblicato oggi, 5 giugno 2023, nella Giornata Mondiale dell'Ambiente, che inaugura il decennio delle Nazioni Unite per il ripristino dell'Ecosistema.

QUI il trailer

QUI il comunicato stampa

QUI la locandina

QUI il link da condividere per ascoltare e scaricare gratuitamente il podcast


L'ORSO, LA VITA, LA BIODIVERSITA', LA COEVOLUZIONE

La chiamano biodiversità, un termine scientifico scintillante che illumina le tante sfaccettature del diamante di struggente bellezza: la Vita sulla Terra.

E pensare che una di quelle sfaccettature siamo noi, Homo sapiens.

Sul Corriere della Sera (dorso Bergamo) dopo l'ennesima non notizia relativa alla fauna selvatica, ho scritto alcune riflessioni.

LEGGI "Nel regno dell'Orso", racconto del 26 maggio 2023.


LA NATURA PICCOLA ... IL PRIMO CAMMINO GEOPOETICO DEL 2023

Quando uscì La Valle Di Ognidove, nel 2007, non avrei immaginato che quindici anni dopo uno dei suoi capitoli potesse riprendere vigore come è accaduto quest'anno, dopo la recente ristampa del libro per Lubrina Ed (vedi QUI). Da qui, dopo l'incontro di inizio marzo per la rassegna Tierra!, insieme a Luca Rota, ho deciso di sperimentare questo percorso di ecologia letteraria in una giornata all'aperto di pratica geopoetica: il tutto, incrociando, visto il territorio dove ci troveremo in Toscana, in provincia di Siena, con la conversazione selvatica proposta nel 2022 nel podcast realizzato con Lorenzo Pavolini per RaiPlay Sound, Nelle Tracce Del Lupo (ascoltalo QUI). Un'esplorazione che devo all'invito della Riserva Naturale di Legambiente a Pietraporciana. Cosa faremo esattamente domenica 30 aprile 2023, nel mio primo cammino geopoetico di quest'anno? Per partecipare, magari pernottando nel rifugio, leggi QUI. Da quest'anno i miei cammini di pratica geopoetica vireranno verso nuove rotte. Se volete salire a bordo, sarete i benvenuti.


LA SOLITUDINE DELLA SPECIE & IL RAPPORTO DELL'IPCC SUL CLIMA.

"L'umanità è in bilico su un sottile strato di ghiaccio"
(Il rapprto dell'IPCC sul clima pubblicato il 20 marzo 2023)
Non è difficile immaginare come questo rapporto scatenerà la solita e inutile, finta, corsa al "confronto". Inutile soprattutto. Perché l'ormai fallimentare stato dei media è quello di mettere 1 negazionista (che non sa nulla) a confronto di 1 scienziato, senza mai invitare chi sviluppa il pensiero ecologico anche, ma non solo, riferendosi alla Scienza, ma al rapporto di appartenenza alla Terra. Io vi dico questo: non ho paura. Come "membro della specie umana" credo che sia possibile adattarsi, anche a situazioni ancora più gravi di quelle che stiamo vivendo. Lo imparo ogni giorno guardando proprio la conversazione offerta da Madre Terra nei suoi mille e mille discorsi. Piccole frasi, indicazioni. Illuminazioni. La Terra per definizione spinge ad agire, non a paralizzare tutto. Abbiamo però un grave problema antropologico: nessuno vuole rinunciare al proprio orticello, a quello che fa, ad attività (magari ricreative) che migliaia di studi, da mezzo secolo, hanno individuato come dannose all'ecosistema. Ah, tutto inquina, dicono certuni. Vero. Ma possibile che non si riesce a ridurre la propria fame di soddisfazione epidermica? L'ecosistema a differenza di noi si "adatta", ovvero, cambia. E in questo cambiamento potrebbe non esserci posto per otto o dieci miliardi di "membri della specie umana". E' così difficile capirlo? Una specie che raddoppia la propria presenza in un ecosistema come la Terra in soli 40 anni, sta scrivendo la propria condanna. Da lì, l'aumento esponenziale dei conflitti, la corsa alle risorse attraverso politiche sempre più autoritarie - anche nelle democrazie - e l'incapacità culturale di comprendere il contesto più grande. Cosa accadrà, durante questa sesta grande estinzione di massa? Non lo sappiamo davvero, ma dobbiamo viverci dentro. Tanto vale provare a essere più discreti, meno violenti con la Terra: non si violenta, la propria madre.
Ora che esistono protocolli di intesa, faticosamente raggiunti, idee di transizione (perfettibili, ovviamente), dobbiamo iniziare a cambiare noi stessi. Immaginate se tutti rinunciassimo a qualcosa, per avere semplicemente ciò che è di tutti: una vita dignitosa e sulla Terra, un legame con ogni altra espressione della Comunità della Terra. Ma serve guardare negli occhi la realtà e scegliere se continuare a pensare che il dito sia la Luna, oppure alzare gli occhi al cielo e ringraziare l'Universo per tutta la magnifica grandezza che ci ha consentito e ci consente di vivere, la magia di quella luce riflessa da un pianeta che sarebbe buio ma che invece, nel buio, ci ricorda che esiste il Sole. Dobbiamo farlo. Qui, ora.

CUSTODE DELLA TERRA. N SCOTT MOMADAY.

"Leggere questo centinaio di pagine, leggere come piume pronte al volo nel nostro spirito per arrivare a toccare il corpo intero da dentro, anche attraverso la mente, ci ricorda che la storia delle popolazioni indigene dell’intero pianeta, di giorno in giorno, torna a svelare una contemporaneità e un’urgenza senza precedenti. La consapevolezza del mondo rispetto all’impossibilità di proseguire con la scellerata flagellazione della Terra cresce di giorno in giorno. E come per ogni battaglia perduta, noi ci agitiamo provocando sempre più danni e immaginando soluzioni che in realtà accelerano la piena realizzazione del problema. Perché? Perché non siamo veri custodi della terra e non facciamo nessuna riflessione sul paesaggio – non nel senso di sentircene parte. Siamo ancora troppo positivisti, cartesiani, illuministi. Troppa analisi, poca percezione, conoscenza diretta ridotta ai minimi termini dai troppi numeri e dal poco sentire". Ogni tanto arriva un libro che ti fa ancora avere fiducia nella forza della scrittura contemporanea. Fatevi un regalo. N Scott Momaday. Custode Della Terra (Edizioni Black Coffee). QUI una mia riflessione uscita su LIMINA.


L'UOMO MAPPA (LUCA ROTA DIXIT)

DAVIDE SAPIENZA, “UOMO-MAPPA”: https://wp.me/p1E5a2-ayK
Nei giorni precedenti alla serata di venerdì scorso a Ciserano con Davide S. Sapienza per il Festival “Tierra!”, ho pensato più volte a come poter presentare Davide in un modo ovvero con parole che ancora non avessi utilizzato nei già numerosi eventi tenuti insieme e che non fossero meramente dettate dall’ammirazione che ho nei suoi confronti in quanto uomo di lettere, di pensiero, d’azione e, per tutto ciò, ispirazione potente per me fin da prima che lo conoscessi (grazie a Mirella Tenderini, altra persona meravigliosa). Poi, nella prefazione de “La Valle di Ognidove” scritta da Raul Montanari, libro nel quale si trova il capitolo che ha dato il titolo all’incontro di Ciserano (“La natura piccola”), ho letto alcuni passaggi che mi hanno subito attivato il pensiero e la fantasia: ad esempio la citazione di Robert Louis Stevenson che si chiede, riguardo il suo celeberrimo “L’isola del tesoro”: «Come è possibile raccontare una storia senza partire da una mappa?» E poi, più avanti: «Uno scrittore vero, e Davide lo è, va incontro a un’esperienza inevitabile, che molti hanno descritto: non è lui a decidere cosa deve diventare parola e racconto. Lo scrittore è più piccolo delle storie che racconta; è il servo della storia e della pagina, il servo di due padrone sensuali ed esigenti. […] È la mappa continuamente ridisegnata di un sogno infinito, che come tutti i sogni – ci insegna Freud, quest’altro grande esploratore – è fatto di realtà. È preciso e mai mistificatorio: come gli angoli e le anse del mondo, come le pagine di questo libro.» Poi ho ripensato a un’affermazione tratta da uno dei libri di Davide (da “Camminando”) che più di altre in assoluto mi è rimasta in mente e ho reso una sorta di principio cardine della mia relazione con il mondo: «La mappa è il ricordo più antico che può essere scritto nel codice umano». E ancora, da “I Diari di Rubha Hunish”: «Mi piace tracciare parole sulla carta, quasi fossero passi sicuri lungo un sentiero sconosciuto.»
Mappe, sentieri, passi, esplorazioni: ecco, se metto insieme tutti questi elementi e li riferisco a Davide, per come lo conosco e per ciò che ho tratto dai suoi libri, posso certamente affermare che io, Davide, lo concepisco (anche) proprio come una mappa, un uomo-mappa, un narratore che non solo ha raccontato e racconta luoghi, nature, paesaggi, idee, visioni, utopie, ma li rappresenta in una rete di connessioni che posso veramente immaginare come quelle che uniscono le località di una carta geografica: https://wp.me/p1E5a2-ayK

LA VITA IN CAMMINO. INTERVISTA SU ITALIA LIBERA

Inizio il 2023 non solo con le prime presentazioni di Horizon di Barry Lopez e il lavoro creativo per il nuovo podcast con Lorenzo Pavolini, ma anche con questa intervista che ripercorre un lungo cammino di vita e professionale, grazie a Fabio Balocco, per Italia Libera. Scrittore, blogger, giornalista, attivista per la Terra, Fabio è un grande esperto di orizzonti alpini (ma non solo). Dai quali, come dimostrano le sue domande, è possibile vedere gli Orizzonti che si dischiudono e le visioni geopoetiche per continuare a capire la geografia più intima e il nostro posto nel mondo. Per questo lo ringrazio.

Scaricala QUI.


NELLE TRACCE DEL LUPO. ONLINE I NUOVI EPISODI DEL PODCAST ORIGINAL DI RAIPLAY SOUND

La Fram Produzioni di Lorenzo Pavolini e Davide Sapienza, per RaiPlaySound, presenta la seconda stagione del primo podcast italiano sul Lupo.

Nelle Tracce Del Lupo. Stagione II.

Oggoi, domenica 27 novembre 2023, mentre su app e sito di RaiPlaySound, arrivano i nuovi episodi (Che Paura!; Lupus Caput Mundi; Pensiamo Come La Montagna; Essere Lupo; Il Lupo E' Infinito), presentiamo il podcast con il reading ispirato al podcast a Torino, al Museo della Radio e della Televisione della RAI in Via Verdi, ospite Luca Giunti (tra i protagonisti del podcast e autore del libro Le conseguenze del ritorno) alle 18.00, nell'ambito di Torino Film Festival 2023.

L'ingresso è libero.

Leggi il comunicato stampa RAI su Nelle Tracce Del Lupo QUI.


BARRY LOPEZ: LA PUBBLICAZIONE DI «HORIZON» IN ITALIA.

«Per entrare nel territorio, provai a uscire da me stesso»

(Barry Lopez, Horizon)

Ho pensato a lungo. Poi ho deciso di affidarmi all'emozione, che ancora continua, a un anno di distanza dall'inizio del lavoro di traduzione, a qualche mese dalla sua conclusione e dal sagace lavoro della casa editrice, tutti impegnati a fare conoscere questo libro spartiacque. Non posso non ripercorrere gli oltre venti anni di tentativi, di traduzioni, di pubblicazioni ad hoc (come l'antologia Una geografia profonda del 2014, pensata insieme a Barry per il mercato italiano). Cosa scrivo in un post sul mio sito per parlare di un libro del quale il compianto Barry Lopez mi aveva parlato fin dagli anni Novanta? Un lavoro che gli ha impeganto trent'anni di lavoro, venti soprattutto di viaggi, dieci soprattutto di scrittura, fino alla pubblicazione del Marzo 2019? Horizon è un libro indefinibile, come molte opere di Barry. Allora penso che la cosa migliore sia affidarvelo. E' stato, per me, il lavoro più monumentale e impegnativo, come traduttore e curatore, in quasi 40 anni di attività. Ma ciò che conta è che ora Horizon si può leggere anche in Italiano e questo grazie all'intraprendenza e al coraggio di una piccola ma raffinata e attenta casa editrice come Edizioni Black Coffee (e nel cui catalogo trovate anche Attraverso spazi aperti, di Lopez) che offre spiragli unici sulla letteratura americana contemporanea. Già. Per entrare nel territorio, serve sempre uscire da se stessi. E' lì che si vede tutto l'orizzonte.

QUI potete leggere la recensione uscita su La Lettura (Corriere della Sera) il 20 novembre 2022.

QUI potete leggere l'estratto dalla mia prefazione su Il Manifesto del 23 novembre 2022.

QUI potete acquistare il libro direttamente dall'editore.


LA VALLE DI OGNIDOVE. IL RITORNO DI ISHMAEL

Disponibile dai primi giorni di Novembre la terza edizione di LA VALLE DI OGNIDOVE (LubrinaBramani Edizioni). Pubblicato per la prima volta nel 2007 e poi ancora nel 2013, il mio unico romanzo era fuori catalogo da alcuni anni. Con la nuova copertina, l'Ognidove continua a emanare il suo fascino. Meta senza coordinate, orizzonte senza confini, viaggio profondo e geografico. Nel 2007, su Repubblica, il critico letterario Gian Paolo Serino scrisse: "riprendendo il tema del Moby Dick di Melville, Sapienza riesce a descrivere come "la balena bianca" - metafora della forza primordiale della natura contrapposta alla vanità umana - continui ad affiorare dentro di noi. In un romanzo ambizioso ci fa respirare il coraggio del confronto con la natura "alta" delle cose."

Il libro è disponibile ordinandolo in libreria, sugli shop online, presso la casa editrice scrivendo a editorelubrina@lubrina.it

 

LEGGI l'intervista di Rosanna Scardi del 26.10.2022 sul Corriere della Sera (versione online QUI)

LEGGI la rassegna stampa e il comunicato della terza edizione