TRECENTO GIORNI DI OROBIE GEOPOETICHE

Esce oggi per il Corriere della Sera (dorso Bergamo), la puntata numero 300 della mia rubrica Sentieri d’Autore. Un’idea nata con Marco Brizzi all’alba del 2014, per raccontare il camminare in un modo che, allora, pochissimi quotidiani di rilievo come il CorSera raccontavano e nessuno con la regolarità di un appuntamento settimanale. Né Marco né il sottoscritto potevano immaginare, allora, che non avremmo mai fermato questi passi: neanche per un solo venerdì. Così nasce una vera e propria spedizione di scoperta, a piedi, della provincia e delle sue Alpi, le Orobie, dove vivo dal 1990. A questi trecento giorni in cammino, si aggiungano i tanti reportage fatti negli anni scorsi, gli editoriali, le interviste a operatori culturali che hanno raccontato le Orobie con film, libri o iniziative sociali. Qui, sul mio sito, posso anche affermare che io, per primo, non mi sarei aspettato di arrivare fin qui: questo è accaduto perché, come insegna il Tao, il “senza intenzione” (filosofia che cerco di proporre nei miei cammini geopoetici pubblici), è il viaggio più vasto e imprevedibile che possiamo vivere nella nostra esperienza terrena. Buona lettura, dunque, con un cammino geopoetico che mi sono regalato in una delle aree che vedo, da casa, ogni giorno, da trenta lunghi anni e dove vi invito per scoprire la profondità dell’inatteso che la montagna regala se la si vede come un orizzonte e non solo un’ascensione. LEGGI