LA MONTAGNA (E’) ORIZZONTALE.

LA MONTAGNA (E’) ORIZZONTALE

(travelogues in progress)

 

«L’immagine di imponenti e variegate montagne si staglia nella mente in contemplazione. E’ un archetipo del sogno ad occhi aperti. Ripercorrendole con la memoria per chi già le conosce, oppure immaginandole davanti a una mappa dei sentieri per chi evita di rovinarsi la scoperta cercando immagini in rete o su Google Earth, spicca subito un grande spazio aperto, il polmone piazzato esattamente a metà strada tra le quote dove sorge il nostro desiderio e le aperte vallate come quella che vediamo con gli occhi socchiusi. Il nome di questo luogo è la Valle dell’Occhio (c) e si presenta come un’immensa e ripida valle che deposita il suo orizzonte nella vasta piana di origine glaciale in località omonima. Qui si possono capire molte cose che riguardano le vallate alpine: quasi fosse un vero manuale sensoriale che ci introduce nel misterioso fascino della montagna, la quale sembra quasi ripetere la propria morfologia, ma che invece in ogni luogo si presenta totalmente diversa da come la si può immaginare. Diversa anche per chi già la conosce o pensa di conoscerla. Tale è il fascino dell’inestinguibile appartenenza al grande libro della geografia alpina.

Adottando uno stile di esplorazione dolce, imponendo al nostro andare alcune soste meditative, possiamo esplorare diverse località che devono la propria forma alla stessa origine glaciale e che si nascondo sui due versanti dell’intera vallata in luoghi la cui bellezza è pari a quella di molti altri più blasonati, ma con un vantaggio: quello di non essere affollatissime e troppo frequentate, il che conferisce loro quell’impagabile aura selvatica necessaria per respirare la profondità della montagna e carpirne il respiro, al quale intonarsi durante il cammino. Ed è grazie alla presenza storica degli alpeggi fino alle alte quote che la relazione tra la piana e le valli laterali appare ancora più evidente e necessaria. Perché è dove la natura ha preparato il terreno che la civiltà dell’esperienza, quella che un tempo sapeva leggere il grande libro della geografia d’alpe, ci ha lasciato in eredità la possibilità di godere di luoghi così belli e importanti per conoscere meglio la montagna. Dentro questo scrigno fatto di grandi cime, torrenti, laghi alpini, alpeggi e antiche vie di comunicazione, si alterna l’andare tra ripidi sentieri ed emersioni su grandi spianate che sono un’ode alla montagna orizzontale, per elargire respiro al corpo e alla mente, spazi lontani dalla frenetica civiltà, che l’essere umano può vivere esclusivamente nel ciclico ritorno delle stagioni e dei pascoli estivi. Spazi nei quali è inevitabile lasciarsi attrarre dall’assenza di tempo che caratterizza gli orizzonti alpini dove tutto sembra aprirsi verso sconfinati mondi che emergono durante il percorso davanti ma anche dentro di noi».

 

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