I PASCOLI DELLA LIBERTA’

Ecco un altro pensiero della montagna: se pensiamo di poter procedere all’infinito nell’invasione degli spazi naturali, le vastità da preservare, ci perderemo dentro la proiezione di modelli profondamente fallati come quelli attuali. La natura è una percezione, è come il nostro sistema nervoso: un insieme di organi e strutture (cervello, midollo spinale, organi di senso, nervi), che ricevono, elaborano e trasmettono segnali per coordinare le funzioni e le azioni del corpo e regolare i movimenti, le funzioni fisiche e psicologiche. Questo ci permette di mantenere l’omeostasi – la capacità di un organismo di mantenere le proprie condizioni interne stabili e costanti, nonostante le variazioni dell’ambiente esterno. E dunque torniamo all’equilibrio. La sostenibilità è un cammino fatto di equilibri, come la transumanza verso i pascoli della libertà, le piccole soste degli animali che accompagniamo, per ritrovare di continuo quell’omeostasi“.

(Da I pascoli della libertà (c) 2026 Davide S. Sapienza)

 

Il 2026 è stato dichiarato dall’ONU Anno Internazionale dei pascoli e dei pastori. Avrei apprezzato più attenzione al senso profondo di questa scelta da parte dei media e di tanti aspiranti “custodi della natura”. Ho avuto il piacere di scrivere un testo per lo storico calendario della Banca Popolare di Sondrio, istituto di credito che in Valtellina ha sempre rappresentato un riferimento per il mondo agricolo e dei pastori. Il calendario è illustrato da Francesco Chiacchio, il progetto editoriale è stato curatoda Mina Bartesaghi.

QUI è possibile leggere e scaricare (con le illustrazioni) I pascoli della libertà.

 

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