Passato Presente Futuro & Ultratempo.

Qualche anno ci è voluto. L’idea giusta non arrivava. Cosa rappresentava meglio ciò che oggi, nel 2016, è un sito sul world wide web? La rete globale? Ora vi spiego.

Intanto qui devo ringraziare Michele Ledda. Fu lui a disegnarmi CasaMadre nel 2005, appena dopo l’uscita di I Diari di Rubha Hunish (presto la terza edizione dopo quelle BaldiniCastoldiDalai, 2004 e Galaad Edizioni, 2011). Mi ha seguito con pazienza. Tanta. Poi è arrivato Fabio Arrigoni. Durante un cammino geopoetico, ebbe un’idea che elaborata attraverso varie “riforme” doveva rispondere al criterio: “risolvere la complessità di un sito superato con tanti contenuti. Risolvi”. Fabio ha capito e davanti ai miei occhi, disegnando su un foglio, mi ha detto: “eccolo qui. Passato Presente Futuro”. Nasceva cosi questo sito.

Mi preparo a entrare in questa nuova casa virtuale dove c’è la mia vita. Dal 1984, da quando pubblico libri e faccio tutto il resto, sono solo me stesso. Geopoeta (termine che per anni ho tenuto al caldo prima di “rilasciarlo” perché non amo le categorie) e scrittore. Ma si dai, scrivo su riviste, giornali, blog, ho le performance, traduco (specialmente Jack London e Barry Lopez) ma non solo. Viaggio. Osservo. Esprimo. Cogito, ergo sum, disse quel brav’uomo. Guardare indietro, mi vien difficile perché sto vivendo. Spero di passare altri 32 anni come questi e non lavorare neanche un giorno: essere se stessi è solo stimolante, evolutivo. Seguire la risonanza può essere faticoso, ma è ciò che entusiasma, appassiona, che ci sfida e ci chiede di trasformarci di continuo. Faticoso? No grazie. Percepire, sentire e trasformare in atti il flusso nell’attimo in cui lo sentiamo, perché ne facciamo parte. Preferisco vivere, diceva Jack London. Anch’io.

Ladies & Gentlemen, vi presento la nuova casa. Passato, Presente, Futuro, artificio umano per comprendere la contemporaneità di ogni cosa, che in un saggio ho battezzato Ultratempo. Il geopoeta è chiunque. E l’Ultratempo è Ognidove. Abbiamo sconfinate praterie, distese, mari, monti, colli, cieli, da esplorare. Ne facciamo parte. Scorrere, non significa passare il tempo, ma esserlo. Qui il cerchio si chiude. Se ne apre un altro. Fatemi sapere in quale siete: ci si vede intorno.