L’ULULATO DALLA LESSINIA. IL CAMMINO DI BUCK

Sabato 11 gennaio, ore 20.30. Si apre la rassegna di quattro appuntamenti organizzata da Alta Lessinia, con la direzione artistica di Alessandro Anderloni, intitolata Il Cammino dell’Inverno. Un invito molto gradito: Alessandro già nel 2014 aveva invitato lo storytelling musicale Il Richiamo di Zanna Bianca al Film Festival della Lessinia e in questo caso il cammino geopoetico, che per me significava anche l’apertura del 2020 in viaggio, era pensato per e con Jack London e intitolato “Il cammino di Buck”. Volevamo raccontare attraverso le grandi avventure del classico del 1903 anche qualcosa del lupo in Lessinia, da molti anni tornato ad aggirarsi su questi altopiani e questi monti. Un evento che ha richiesto e richiede un adattamento e un ripensamento nel rapporto tra noi e gli animali selvatici, una vera opportunità per tornare a conoscere profondamente la natura di cui facciamo parte. I sopralluoghi nell’area di Bocca di Selva, dove sorge un rifugio davvero accogliente, avevano suggerito ad Alessandro e poi alla guida escursionistica AIGAE, Gianmarco Lazzarin, un percorso semplice, per seguire il richiamo della…Lessinia, insieme a Buck, nel piccolo Yukon che si trova – selvaggio e potente – a poche centinaia di metri da una piana battuta dal vento, dal sole, dalla luna, a 1550 metri di quota. In cammino con Jack London, sotto la luna piena – la prima del 2020 – a poche ore dal suo compleanno. E si che esiste ancora qualcuno che crede al caso…

Ci siamo ritrovati, in circa novanta persone, compatte nella volontà di vivere un’esperienza fuori dall’ordinario, o forse, semplicemente, giusta, per chi ama – come tutte le persone che hanno deciso di uscire in pieno inverno la sera per ascoltare il cammino di Buck – sentirsi connesso con il mondo selvatico. Un mondo del quale noi siamo parte e che ci osserva, ci invita, ci dedica la sua energia, ricordandoci che non possiamo farne a meno. Ho voluto iniziare leggendo poche frasi da un libro che alle mie esperienze di neve e grande nord deve tanto, ovvero La Musica della Neve. Così volevo salutare Buck, Zanna Bianca, e ovviamente Jack. In fondo, la poca neve sul terreno, ma sempre a danzare polverosa e fragrante sotto i nostri passi, è un sogno: arriva, si stabilisce temporaneamente, poi torna nel cosmo. E poi, è accaduto: non appena ho aperto Il Richiamo della Foresta per accogliere Buck tra noi, un ululato e poi un altro hanno attraversato nel buio Bocca di Selva. Era chiaro che si trattasse di un saluto, un benventuto del wild che non ha fissa dimora e che è il canto nomade della notte dei tempi. Un piccolo dono, ne sono certo, di Jack London a tutti noi.

Nel plenilunio, ci siamo portati in una radura che mi ha ricordato alcuni campi allestiti dai protagonisti dei libri di London (ma anche miei, in certe spedizioni nellla neve) per poi scendere verso una pozza ghiacciata, il palco sul quale ho potuto danzare leggendo nell’abbraccio di tutti i partecipanti, delle guide come Andrea e Gianmarco (grazie, per il vostro lavoro e i vostri brevi ma profondi interventi), degli organizzatori come Riccardo e i suoi colleghi di Alta Lessinia. Il disco perfetto e luminoso della luna piena, sembrava essere questo palco e poi, il nostro cammino è ripreso, si è snodato tra abeti, neve, vasti orizzonti nei quali siamo usciti, come esploratori dalla foresta boreale, per consegnare alla notte tersa una memoria selvatica. La memoria del mondo giovane, al quale abbiamo diritto di appartenere.