IL DONO DI MARK HOLLIS

E tuttavia guarderò fisso
Il colore della primavera
Immerso in quell’unico istante
Innamorato sempre di ogni cosa

(The Colour Of Spring) 

Era di questi tempi. Anno 1998. Mark Hollis pubblicava il suo unico album solista: “Mark Hollis”. Un capolavoro totale, senza confronti possibili nell’esistente: allora come oggi. Una musica che non esisteva e che ancora non esiste. Era stato leader dei Talk Talk, gruppo pop che dopo i grandi e godibili successi di elaborate canzoni popolari aveva dato una svolta incredibile alla loro, ma anche a quella dell’epoca, musica, con due album superlativi: “Spirit of Eden” e “Laughing Stock” (il quarto e il quinto della loro discografia). Ricordo personale: non seguivo molto i Talk Talk ma ricevetti una telefonata da Francesca Spada, allora ufficio stampa EMI a Milano, che mi disse: “so che non erano i tuoi ascolti i Talk Talk, ma ti voglio fare sentire questo album, “Spirit of Eden”. Resterai molto sorpreso”. Mai ringrazierò abbastanza Francesca per quella telefonata. Fu una folgorazione. Da quella band uscì anche Rustin’ Man (di recente tornato a pubblicare dopo anni di silenzio e che firmò insieme a Beth Gibbons il capolavoro del 2002 “Out of Season”).
Leggo oggi che Mark Hollis se ne è andato; aveva 64 anni terrestri. Da oggi, sarà sempre con noi ogni volta che osserverò il cielo stellato. Parlavo proprio di lui e Beth Gibbons con mia moglie qualche settimana fa. Le dicevo di questi immensi artisti che amiamo: produzione rarefatta, creazione di qualcosa di inesistente “prima”, silenzio, solo musica. Esploratori senza confronti. Coraggiosi, incapaci di fare i pagliacci del business. Gente che “sente” di essere arrivata alla sua costellazione, quando termina un’opera – che sia anche l’unica, perché no? Sono i migliori.
Quando la loro musica ti ha dato cosi tanto è difficile accettare che, davvero, non saranno più qui per – chissà – un giorno, riprovare a connetterci da qualche parte, su qualche sintonia.

Grazie Mark. La tua musica sarà sempre un “colore di primavera”. E che la via stellata ti accolga, di nuovo a casa.