CRONACHE GEOPOETICHE. LA PAROLA SELVATICA SUI COLLI MARCHIGIANI.

Si intitola La parola selvatica: la pratica geopoetica e la riscoperta della percezione, il workshop che aprirà i due mesi di seminari che si terranno sui colli marchigiani, presso La Cuna di Arcevia (An): incontri di tre giorni intitolati I Seminari Di Morel, personaggio immaginario dell'omonimo e immaginifico romanzo di Adolfo Casares, che sfruttava le leggi della natura per dare vita ad una realtà immaginata e riproducibile all'infinito. E' l'idea di ARTEMEDIA che utilizza una struttura inserita in un contesto naturale e paesaggistico di grande suggestione per proporre una serie di workshop pluridisciplinari per alimentare l'immaginazione e l'approccio creativo nella propria attività lavorativa e di formazione.... LEGGI

I posti sono limitati a un massimo di 12, nella brochure si spiega come partecipare (costi di partecipazione inclusivi di vitto e alloggio).

Le date? Dal 4 al 6 settembre 2020 basta andare QUI

Guarda il trailer di La parola selvatica: la pratica geopoetica e la riscoperta della percezione


CRONACHE GEOPOETICHE. IL SOGNO AGRICOLO DI JACK LONDON

Ci sono voluti tredici anni per trovare il modo giusto di raccontare uno dei momenti più belli del viaggio californiano fatto nel 2007 per studiare i manoscritti di Jack London, partecipare al simposio dell'American Literature Association "Naturalism", viaggiare verso l'Oregon a incontrare di persona il mio grande maestro Barry Lopez. Grazie a Louis Leal, ci fu dato il modo di scoprire da dentro il sogno agricolo di London, già raccontato magistralmente da Earle Labor negli anni '70 in un indimenticabile saggio accademico. Il contesto giusto è arrivato, grazie all'invito di DiverCity Magazine, che oggi regala il pdf di tutti i suoi numeri, nell'ultimo dei quali trovate anche il mio reportage dalla Valle della Luna e dal ranch di Jack, dove entrando...

LEGGI il reportage sul viaggio al Beauty Ranch di Glen Ellen

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CRONACHE GEOPOETICHE. CAMMINARE, LA GRANDE LIBERTA'

(...) Da piccoli umani ci dedichiamo alla ricerca dei primi passi. Proviamo ad alzarci di continuo. Vogliamo sempre vedere aldilà. Ci proiettiamo verso un orizzonte, vediamo chi sta intorno a noi, che può andare dove vuole. Meraviglia! Vediamo la porta dell’orizzonte e vogliamo aprirla, come se già sapessimo che quella è la retta via per diventare noi stessi, liberi viandanti del mondo. Poi, il momento fatidico arriva: ci alziamo. Qualche passo incerto, il sorriso e lo sforzo, infine il segreto della vita: l’equilibrio. E via. Avvertendo quel brivido che si riverbera dal nostro organismo, comprendiamo con il corpo di essere più vicini all’indipendenza. (...) Oggi su VanityFair.it il mio intervento dedicato a camminare e libertà: LEGGI

 


CRONACHE GEOPOETICHE. L'UOMO CHE CAMMINA

RAI PLAY RADIO ha realizzato una serie di interviste intitolate "L'Uomo Che Cammina", a cura di Francesca Vitale. Diverse le persone coinvolte, in un quadro molto ampio e composito, dedicato alle diverse modalità e alle filosofie che nel camminare trovano un'espressione. Ho avuto il piacere di essere invitato a essere nel grande quadro e la mia intervista si ascolta nell'episodio numero 4. Basta andare QUI

 


RITMO TRIBALE: LA BAND AL DI SOPRA DI OGNI SOSPETTO

Scrivere dei Ritmo Tribale, per me, dopo tanti anni di amicizia e dopo averli praticamente visti nascere, in una sala prova milanese, trentacinque anni fa. E' capitato anche questo. Così ho intervistato Alex Marcheschi, "the quiet one", che però si scatena sempre sorridente dietro i suoi tamburi. E ne è uscita una bella chiacchierata, lo spirito bambino, lo sguardo dell'esperienza, l'orizzonte sempre davanti. Per inciso La Rivoluzione Del Giorno Prima è uno dei loro album più belli e completi. Da avere, in vinile magari. Vi va di leggere il pezzo su ILSole24Ore.com? Eccolo QUI.


CRONACHE GEOPOETICHE. DIRITTI DELLA NATURA, NOI & IL VIRUS

(...) Era bastato poco: qualche settimana e tanti membri della Comunità della Terra si erano accorti che gli esseri umani si erano tolti di mezzo. Eppure, la natura siamo anche noi. Per chi scrive e vive osservando la nostra vita dal punto di vista della Terra, l’abitudine è quella di vederla come il nostro corpo. Ce lo hanno insegnato le filosofie più antiche, dal Tao a quelle greche, ce lo hanno fatto capire le culture indigene, dall’Artico all’Amazzonia. Ce lo hanno insegnato grandi poeti, scrittori, scienziati, artisti e lo abbiamo scritto, soprattutto negli ultimi decenni, più e più volte. Ma tutto appariva astratto, troppo intellettualizzato. Sembrava mancare una pratica brutale della realtà umana viralizzata al punto da doversi ritirare in casa. (...)

Oggi su VanityFair.it un testo dedicato ai Diritti della Natura, basta cliccare e LEGGERE


CRONACHE GEOPOETICHE. CAMMINANDO, RESPIRANDO

In questi mesi la scrittura e il respiro si sono riavvicinati. Una consapevolezza diversa ha preso per mano il mio cammino e rivedendo in prospettiva le opere pubblicate in questi ultimi sedici anni, ho ritrovato momenti di visione particolari. Uno è nelle pagine di CAMMINANDO, il mio libro del 2014 ed è il capitolo "Camminare è la mente", scritto in una data che dal 2020, resterà impressa a tutti, l'8 marzo. La prima parola di quel capitolo? Quarantena: LEGGI

 

 


ATTRAVERSO LE TERRE DEL SUONO TORNA IL 12-5-2020

L'immagine che vedete ritrate Gregory Fusaro, Maurizio Mozzoni (soci fondatori di Edizioni Underground?), Elisa Macera (redattrice), Stefano Monti (fotografo e grafico, autore della copertina) al termine della premiere di Attraverso Le Terre Del Suono. Era domenica 23 novembre 2019. Insieme a Manuel Agnelli, nell'accogliente e gremito ecosistema artistico di Germi, a Milano, avevamo appena concluso la presentazione del mio libro organizzata con l'editore. Oggi molte cose sono cambiate. Il libro ha iniziato il suo viaggio, bruscamente interrotto come quello di chiunque scrive e pubblica libri, dall'emergenza sanitaria che ancora stiamo vivendo nel mondo. Le Terre del Suono, però, credo siano state di conforto a tanti esseri umani. Leggere e godere di tutte le forme artistiche e creative, è un modo di viaggiare veramente oltre ogni confine fisico. Durante questi mesi, ho ritrovato un amico, un grande artista: GianCarlo Onorato. Ci siamo letti a vicenda: io il suo magnifico EX (dal quale nacque un lungo tour, poi un cd), credo il libro più bello che io abbia letto scritto da un musicista, sul senso della musica e della vita, dell'arte, del nostro ruolo sociale. Mentre io leggevo e riascoltavo lui, GianCarlo leggeva e ascoltava me. Era perciò naturale che arrivassimo a fare questa presentazione online insieme, martedì 12 maggio 2020 alle 18.30. Per presentarla, voglio usare una frase che GianCarlo mi ha scritto due mesi fa in una sua email: ""il momento è specialmente favorevole ad avviare un passaggio a lungo cercato con la musica, con la scrittura e con ogni forma di ricerca. abbiamo la difficile, meravigliante responsabilità di trovarci su una vetta epocale. e questo stupore può essere il nostro timone. " Io penso che domani questo incontro riserverà momenti particolari, come particolari sono stati quelli vissuti a Milano prima con Manuel e poi con Luca Bernini per l'ultima presentazione fatta a febbraio, quello con Marco Grompi a Martinengo e quello con Celestino Felappi a Iseo, nel dicembre scorso. Ognuno diverso, attraverso le terre del suono.

Vuoi partecipare? Connettiti dalle 18.20 di martedì 12 a questo LINK e poi le facili istruzioni (nome ed email)


CRONACHE GEOPOETICHE. I CUSTODI DELLE TERRE SELVAGGE

Oggi sul Corriere della Sera (dorso Bergamo), un nuovo racconto realizzato durante una lunga escursione con i guardiacaccia, in Alta Valle Seriana.

"Lo spazio lasciato da noi umani, in alta montagna, è talmente vasto da farci sfuggire che qui, nella nazione animale, anche camosci e stambecchi hanno colto la nostra assenza."  LEGGI

 


CRONACHE GEOPOETICHE. IL CAMMINO GEOPOETICO WEBINAR # 0

Era un'idea che volevamo sperimentare già a marzo. Ma le circostanze avevano suggerito di attendere. Alla fine l'abbiamo concretizzata sabato 2 maggio 2020, una data importante per il processo continuo di sviluppo delle proposte geopoetiche, ovvero il webinar senza precedenti e per me anche "straniante", visto che - come un palombaro immerso nel paesaggio che prova a comunicare a decine di persone sulla terraferma cosa si scorge sui fondali - ho dato vita a un cammino sotto la Presolana, il mio territorio di viaggio più intimo. Mi è molto mancata la vostra presenza fisica: quell'elettricità che permette alle connessioni di evidenziarsi come tante luci sul cammino condiviso. Ringrazio ALPES per averlo inserito nella seconda serie di webinar Alpes@Home. Starting Again, ma ringrazio anche chi ha accettato l'invito di "presentarsi all'alba" per partecipare a questo che, per il futuro, potrà rappresentare un nuovo orizzonte dei miei cammini geopoetici: per chi volesse rivederlo, immaginando di essere in diretta, basta cliccare QUI

Le immagini sono di Gessica Costanzo. Un grazie a lei, a Diego Percassi e Valseriananews per avermi accompagnato durante l'esperienza.