CRONACHE GEOPOETICHE. DIRITTI DELLA NATURA, NOI & IL VIRUS

(...) Era bastato poco: qualche settimana e tanti membri della Comunità della Terra si erano accorti che gli esseri umani si erano tolti di mezzo. Eppure, la natura siamo anche noi. Per chi scrive e vive osservando la nostra vita dal punto di vista della Terra, l’abitudine è quella di vederla come il nostro corpo. Ce lo hanno insegnato le filosofie più antiche, dal Tao a quelle greche, ce lo hanno fatto capire le culture indigene, dall’Artico all’Amazzonia. Ce lo hanno insegnato grandi poeti, scrittori, scienziati, artisti e lo abbiamo scritto, soprattutto negli ultimi decenni, più e più volte. Ma tutto appariva astratto, troppo intellettualizzato. Sembrava mancare una pratica brutale della realtà umana viralizzata al punto da doversi ritirare in casa. (...)

Oggi su VanityFair.it un testo dedicato ai Diritti della Natura, basta cliccare e LEGGERE


CRONACHE GEOPOETICHE. CAMMINANDO, RESPIRANDO

In questi mesi la scrittura e il respiro si sono riavvicinati. Una consapevolezza diversa ha preso per mano il mio cammino e rivedendo in prospettiva le opere pubblicate in questi ultimi sedici anni, ho ritrovato momenti di visione particolari. Uno è nelle pagine di CAMMINANDO, il mio libro del 2014 ed è il capitolo "Camminare è la mente", scritto in una data che dal 2020, resterà impressa a tutti, l'8 marzo. La prima parola di quel capitolo? Quarantena: LEGGI

 

 


ATTRAVERSO LE TERRE DEL SUONO TORNA IL 12-5-2020

L'immagine che vedete ritrate Gregory Fusaro, Maurizio Mozzoni (soci fondatori di Edizioni Underground?), Elisa Macera (redattrice), Stefano Monti (fotografo e grafico, autore della copertina) al termine della premiere di Attraverso Le Terre Del Suono. Era domenica 23 novembre 2019. Insieme a Manuel Agnelli, nell'accogliente e gremito ecosistema artistico di Germi, a Milano, avevamo appena concluso la presentazione del mio libro organizzata con l'editore. Oggi molte cose sono cambiate. Il libro ha iniziato il suo viaggio, bruscamente interrotto come quello di chiunque scrive e pubblica libri, dall'emergenza sanitaria che ancora stiamo vivendo nel mondo. Le Terre del Suono, però, credo siano state di conforto a tanti esseri umani. Leggere e godere di tutte le forme artistiche e creative, è un modo di viaggiare veramente oltre ogni confine fisico. Durante questi mesi, ho ritrovato un amico, un grande artista: GianCarlo Onorato. Ci siamo letti a vicenda: io il suo magnifico EX (dal quale nacque un lungo tour, poi un cd), credo il libro più bello che io abbia letto scritto da un musicista, sul senso della musica e della vita, dell'arte, del nostro ruolo sociale. Mentre io leggevo e riascoltavo lui, GianCarlo leggeva e ascoltava me. Era perciò naturale che arrivassimo a fare questa presentazione online insieme, martedì 12 maggio 2020 alle 18.30. Per presentarla, voglio usare una frase che GianCarlo mi ha scritto due mesi fa in una sua email: ""il momento è specialmente favorevole ad avviare un passaggio a lungo cercato con la musica, con la scrittura e con ogni forma di ricerca. abbiamo la difficile, meravigliante responsabilità di trovarci su una vetta epocale. e questo stupore può essere il nostro timone. " Io penso che domani questo incontro riserverà momenti particolari, come particolari sono stati quelli vissuti a Milano prima con Manuel e poi con Luca Bernini per l'ultima presentazione fatta a febbraio, quello con Marco Grompi a Martinengo e quello con Celestino Felappi a Iseo, nel dicembre scorso. Ognuno diverso, attraverso le terre del suono.

Vuoi partecipare? Connettiti dalle 18.20 di martedì 12 a questo LINK e poi le facili istruzioni (nome ed email)


CRONACHE GEOPOETICHE. I CUSTODI DELLE TERRE SELVAGGE

Oggi sul Corriere della Sera (dorso Bergamo), un nuovo racconto realizzato durante una lunga escursione con i guardiacaccia, in Alta Valle Seriana.

"Lo spazio lasciato da noi umani, in alta montagna, è talmente vasto da farci sfuggire che qui, nella nazione animale, anche camosci e stambecchi hanno colto la nostra assenza."  LEGGI

 


CRONACHE GEOPOETICHE. IL CAMMINO GEOPOETICO WEBINAR # 0

Era un'idea che volevamo sperimentare già a marzo. Ma le circostanze avevano suggerito di attendere. Alla fine l'abbiamo concretizzata sabato 2 maggio 2020, una data importante per il processo continuo di sviluppo delle proposte geopoetiche, ovvero il webinar senza precedenti e per me anche "straniante", visto che - come un palombaro immerso nel paesaggio che prova a comunicare a decine di persone sulla terraferma cosa si scorge sui fondali - ho dato vita a un cammino sotto la Presolana, il mio territorio di viaggio più intimo. Mi è molto mancata la vostra presenza fisica: quell'elettricità che permette alle connessioni di evidenziarsi come tante luci sul cammino condiviso. Ringrazio ALPES per averlo inserito nella seconda serie di webinar Alpes@Home. Starting Again, ma ringrazio anche chi ha accettato l'invito di "presentarsi all'alba" per partecipare a questo che, per il futuro, potrà rappresentare un nuovo orizzonte dei miei cammini geopoetici: per chi volesse rivederlo, immaginando di essere in diretta, basta cliccare QUI

Le immagini sono di Gessica Costanzo. Un grazie a lei, a Diego Percassi e Valseriananews per avermi accompagnato durante l'esperienza.


CRONACHE GEOPOETICHE. ALPES@HOME, STARTING AGAIN

La rassegna di classi organizzata da Alpes e denominata Alpes@Home, vede tornare la geopoetica, questa volta con me sul campo: sabato 2 maggio, alle 7 AM, guardaremo nascere il giorno e racconterò il paesaggio e la sua poetica. Dopo la prima classe geopoetica dell'1 aprile 2020, questa volta abbiamo scelto di proporre una sorta di cammino geopoetico virtuale, per chi partecipa, ma reale, per chi lo racconta. Dove? Nell'Ognidove, ovviamente. QUI il calendario degli incontri e le modalità per partecipare sulla piattaforma Zoom con ID temporaneo fornito da Alpes.


CRONACHE GEOPETICHE. LA LETTURA DEL PAESAGGIO. IL CERVINO.

In queste settimane, una delle località simbolo della montagna, in senso assoluto, ma anche turistico, Cervinia - Valtournenche, ha chiesto ad ALPES (officina culturale con la quale collaboro dal 2012), di proseguire un lavoro iniziato dalla metà dello scorso decennio per proporre una lettura culturale differente di questa località caratterizzata dalla "montagna delle montagne", il Cervino, o Matterhorn, per chi lo guarda da nord, dalla Svizzera. Grazie ad alcune esperienze attraverso i miei cammini geopoetici, ho provato così a dare una "lettura geopoetica del paesaggio", utilizzando Cervinia per ragionare su alcune cose e leggere passaggi di libri, non solo miei, adatti allo scopo. Ecco l'intervento VIDEO INTEGRALE.


CRONACHE GEOPOETICHE. NON POSSIAMO PIU' MENTIRE

Oggi, sul sito de Il Sole 24 Ore:

 

Mi sento allineato, perché la voglia di sobrietà, l'ascolto del ritmo dentro, del sempre connessi con la Terra, è la ragione per cui viviamo qui, dove è nato il nostro amato bambino. Mi sento allineato perché, come ben riassume John Trudell è importante sapere When Not To Lie: «Vuoi sapere qual è la verità? La verità è sapere quando non bisogna mentire».  LEGGI TUTTO


CRONACHE GEOPOETICHE. TORNERANNO I PRATI

Un nuovo racconto oggi sul Corriere della Sera (dorso Bergamo)

Basta seguire le tracce di lepre bianca dove ancora la neve si annida tenace nell’ombra del settentrione, di traverso, sotto aguzzi spuntoni calcarei dove si nasconde un nido d’aquila e da dove un ungulato segnala la sua presenza. Il tramonto si avvicina, i pascoli sono imperturbabili, totem di qualcosa che tornerà, come i loro prati. La primavera silenziosa ha tanti messaggi per tutti, come quello che ci rassicura almeno di questo. I prati torneranno e noi potremo ritrovarli sotto il sole, per il lavoro e per il riposo. Forse è ancora un sogno. Forse, tra non molto, oltre ai prati  LEGGI Torneranno I Prati


L'ORIZZONTE HA LO SGUARDO PIU' AMPIO

Il silenzio è un risveglio. Lì fuori, da dove ogni mattina i primi suoni del giorno vengono insufflati nel canto degli uccelli, tutto sembra lontano. Il territorio è un luogo di desiderio, attraverso il quale il silenzio si muove fino a svegliarci. Un semplice pensiero, chiaro, mi viene guardando fuori, nella mezza luce di questo lungo e indefinito durante, fatto di attesa e di dolore per chi da oggi, invece, questo canto non lo potrà più sentire. Dicono che in questi momenti si avvertono meglio certe cose: è vero, quelle interconnessioni sociali, che diamo sempre per scontate, ora non lo sono. E questo penso, mentre ... LEGGI QUI

L'Orizzonte Ha Lo Sguardo Più Ampio oggi, su Limina.