«COME FOSSE UN RABDOMANTE»

«Come fosse un rabdomante, usa le parole per esplorare la terra»: così esordisce l'intervista di Daniela Morandi sul Corriere della Sera di oggi (LEGGI), dedicata al ritorno di Rubha Hunish (e al senso di una edizione "Redux", con postfazione di Tiziano Fratus) - e all'inizio del Tempo Della Terra Orbis, creato con Alpes per esplorare questo 2017, dai miei libri al territorio. Il ritorno in libreria e negli shop online de I Diari di Rubha Hunish è un passaggio fondamentale, nella creazione del catalogo presso l'editore Lubrina di quasi tutti i miei libri passati: dopo Le Orovie (2011), Camminando (2014),

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I DIARI DI RUBHA HUNISH - redux

I DIARI DI RUBHA HUNISH - redux & IL TEMPO DELLA TERRA

7.9.2004: l'editore BaldiniCastoldiDalai di Milano pubblica "I Diari di Rubha Hunish". Considerando che l'autore - si, il sottoscritto - non sapeva esattamente cosa gli era stato concesso dai genius loci che lo avevano accolto e ispirato, in lui nasce l'idea che la geopoetica sia una definizione che si avvicina. Suona bene, narrativa geopoetica di viaggio. E secondo varie autorevoli voci, nasce paradigma differente, anche nuovo, un unicum, come scrissero, per esempio, su La Stampa o Diario. Il libro che non c'era, adesso arriva al 2017...

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LA GEOPOETICA E LA SOGLIA DELLA LUCE

Esce oggi su DOPPIOZERO una riflessione di viaggio "a caldo", nella mia rubrica Vagabondo delle Stelle. Fresca fresca, si legge (e commenta) QUI. E intanto, la schiuma del mare ribolle, la rotta è invisibile, ma esiste, nel grande vasto spazio lì fuori, davanti a noi.


LA ROCCIA DELLE ROCCE. MESSAGGI DALLE OROBIE.

Ho visto il dio celtico delle vette. Inciso da altri esseri umani che, come me, come tutti, volevano lasciare un segno del proprio passaggio, una testimonianza della conversazione con la Terra Alta. Dove? In un luogo favoloso. "Quando si scavalca il Selletta, la Val Camisana offre la sua testata, sotto l’alta e austera cima dell’Aga e la potenza del Diavolo di Tenda, enorme distesa a terrazzi di origine glaciale, forre profonde, torbiere, corsi d’acqua selvaggia. Avanziamo pochi minuti e arriviamo alla grande roccia delle rocce, che ci appare oggi come allora...LEGGI

L'ORIZZONTE. IL NORDLAND E IL TEMPO CHE SI FA SABBIA.

Dall'alto è più facile vedere lontano. Poi si torna a terra e si cammina - si procede. Il Nordland per me è sempre stato il collo della clessidra. Qui ho sempre sentito l'Ultratempo sgretolare il tempo,  farsi sabbia del tempo che vola e disegna linguaggi sulle rocce e attraversando la terra

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KAJSA, PER ADDE, BOB...DARIO E FRANCA. GIORNO # 0

Un giorno come oggi. Vieni accompagnato nello Junkerdal, a Graddis. Qui Kari Nystad-Rusaanes vuole farmi incontrare, a casa loro, due esseri umani straordinari. Sono gli artisti svedesi Kajsa e Per Adde Petterquist. Vivono qui da decenni. La loro storia è così incredibile, da essere vera. Cammini verso la casa nelle montagne del Nordland, il sole caldo di ottobre ti avvolge: è l'onda di luce sempre a quellaLeggere di più


FRA NORDLAND AV URFOLK. NORDLAND. GIORNO # 4

Il 12 ottobre sta diventando la Giornata dei Popoli Indigeni - in tutto il mondo. Un lento processo di consapevolezza capace di far capire che siamo tutti Nativi su questa Terra. In una grande "marka" come questa, a 66° Nord, crocevia di storie antiche come i ghiacciai del Saltfjellet e profonde come

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LA MEMORIA. SALTFJELLET. NORDLAND. GIORNO # 6

Il Saltfjellet è più di un'area montuosa. Separa il Saltdal, a nord, dall'Helgeland. a sud. Qui passa il circolo polare artico, a 66°33' Nord. Qui si entra per mai più uscirne in una dimensione che attiene alla luce e alla memoria genetica della Terra, dunque dell'uomo. Qui, furono i tanti campi di prigionieri di guerra che nel 1943 i tedeschi "importarono" dai campi di prigionia

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IN THE ARCTIC LIGHT. NORDLAND. GIORNO # 7

Miriam, Steinar, Ronald, oggi mi hanno regalato una giornata di ottobre che mi fa dire: ottobre fa per me, ottobre, il mese della mia luce artica, che sorge dalla Terra e poi torna al Sole. Dal secolo scorso, la seguo, mi lascio osservare - la rispetto, ma dove sta?  Una presenza che non c'è mai, perchè ti pervade. Lo fa con me, uomo, lo fa con le piante, lo fa con le rocce, lo fa con  il muschio che cresce dove la terra prova a fuggire, lo fa con l'acqua del fiume, le grandi montagne distanti ma vicine. Lo fa dove si rifugiano i sogni e i desideri, i pensieri del mondo e gli incontri improvvisi. Lo fa, perché così è lei. La luce artica non si vede, ma ci osserva. .


Saltdalen. Fjord, Vatn, Fjellet. Arctic. Giorno #9

Niente cambia perché tutto cambia. Il Nordland riassume tutto quello che la Norvegia per molte persone rappresenta nell'immaginario. Oggi, Kari e Ronald mi hanno condotto a Rusaanes, la loro casa. Intorno, nel viaggio intorno al Saltfjorden, tutta l'abbagliante verità e le conversazioni della luce si sono presentate come improvvise. Poi, Ronald mi ha condotto tra i muschi nel bosco sino alla cabin sul fiume. Sintonizzati sempre, in ascolto attenti. La voce artica è chiara, limpida, profonda, inconfondibile.