CAMMINARE, UN VACCINO CONTRO LA PAURA

«Che ti move, o omo, ad abbandonare le proprie tue città, a lasciare li parenti e amici, ed andare in lochi campestri per monti e valli,

se non la naturale bellezza del mondo?».

Così ci accoglie il sentiero che percorre la sponda destra della mesmerica vallata profonda e sognante. Ogni volta, sento quel magnetismo vitale che risuona in quella frase. Impossibile non pensarlo in queste strane settimane, quando sei in cammino e incontri altre persone che, come te, sanno bene che camminare non è un virus. L’epidemia ha sparigliato le carte, portando in superficie fragilità di una società disallineata dai... LEGGI DAL CORRIERE DELLA SERA


IL FUTURO NON E' MAI ESISTITO

Queste settimane di panico generalizzato dimostrano, per l'ennesima volta, che millenni di pensiero e spiritualità, scienza e conoscenza, non hanno ancora prodotto la massa critica necessaria a fare diventare la nostra umana società ciò che, potenzialmente, può essere.  In queste settimane, penso ai libri e alle conferenze di Alan Watts, ma anche agli insegnamenti di poeti indigeni come Lance Henson, perché uno dei temi che mi ha sempre tenuto vigile, fin dalla giovinezza, è l'idea precisa che il futuro non sia mai esistito. Il futuro non esiste (mi disse un giorno Lance), perché esiste il presente continuo. E la cosa è così evidente, da sfuggirci. Torna più volte, Watts, nei suoi libri, su questa trappola della mente. Il futuro è un'ipotesi, un desiderio, un progetto che possa, il più possibile, aderire alle nostre singole ambizioni. Nel fare questo, si perde di vista il presente, l'unica realtà esistente. Lo sanno bene artisti e uomini di sport: nel ripetere ogni gesto costruisci la densità di un presente che ovviamente - di presente in presente - rappresenterà un vero presente continuo, solido. L'assenza di questa solidità è ciò che caratterizza questo passaggio storico, il panico che cerca di contrastare l'invisibile. Se ogni piccolo presente fosse stato investito della nostra attenzione (interiore, mentale, lavorativa, politica), ovviamente il presente attuale sarebbe migliore. Sento tante persone in questi giorni che, teoricamente, quando c'è da fare un post o parlare astrattamente, sembrano aderire a questa idea. Ma non vivendola nella sua pienezza, sono ancora troppo attaccate all'idea di crisi e di tempo: come se "fermare il mondo" per qualche mese sia davvero inconcepibile. Non poterlo mai fermare, questo è inconcepibile. Perché ogni persona che sa quando fermarsi, sa anche che può farlo e perché lo fa. Anche se costretto improvvisamente a farlo, nello "zaino" avrà sempre la risposta giusta per non soccombere al panico. Fa specie sentire certe frasi in pubblico e in privato e, per esempio, vedere cosa accade in Siria (nove anni di guerra) o cosa stanno facendo ai confini con la Grecia e la Turchia ributtando in mare gente che non ha neanche un presente.  Dobbiamo vivere nel presente, con il presente, per il presente. Se si continuerà a vivere proiettati in un futuro che nessuno davvero può dire di conoscere - perché il futuro non esiste - le stime, le proiezioni, le statistiche (utili, ma non possono diventare la guida della nosta vita), avremo perso l'ennesima occasione per vivere nel qui&ora, nel presente come unica realtà per potere esigere da noi il meglio di noi: il massimo della consapevolezza e della presa di coscienza. Il futuro non è mai esistito perché se così fosse, avrei potuto prevedere, io, che un giorno del marzo 2020 sarei stato qui a scrivere, nel mio presente, del mio presente, col mio presente?

 

Slow Motion


EDVARD MUNCH. I QUADERNI DELL'ANIMA

Nella pittura, come nella letteratura, si è soliti confondere i mezzi con i fini. La natura è il mezzo, non il fine. Se cambiando la natura riusciamo a esprimere qualcosa, dobbiamo farlo. Se un paesaggio ci trasmette una determinata impressione e riusciamo a dipingerla, avremo riflesso il nostro stato d’animo. È questo il valore primario dell’arte: la natura è solo il mezzo e poco importa se il quadro la riproduce fedelmente o no.

Edvard Munch. I Quaderni dell'Anima

(Nuova Editrice Berti, 2020. A cura di Serena Rinaldi, pag 120, Euro 12)

 

Il 24 febbraio 2020, Nuova Editrice Berti pubblica I Quaderni Dell'Anima di Edvard Munch. Un volume interessante, selezione di scritti e pensieri del grande artista norvegese, pubblicati su iniziativa del Museo Munch di Oslo. Come spesso capita taccuini, diari, riflessioni, soprattutto se di artisti conosciuti non per la loro scrittura ma per altre espressioni creative, in essi si rivelano il pensiero e la visione del mondo che poi conducono alle opere da noi amate. E' un libro decisamente consigliato, per chi ama scavare e sondare le profondità insondabili dello spirito umano di fronte alla scintilla cosmica, come ci indica la citazione in apertura di questo post.

Mi sento particolarmente legato a Munch. Accadde quando vidi un documentario molti anni fa, che mi ispirò a scrivere uno dei passaggi chiave del mio primo libro di narrativa, I Diari di Rubha Hunish (2004). La presenza di protagonisti che sono artisti, realmente esistiti o creati dalla mia immaginazione, ha caratterizzato infatti il mio percorso letterario. Da uno dei personaggi del romanzo La Valle di Ognidove (2007,  ma tornerà disponibile nel 2020 per Lubrina Editore), a quello che caratterizza il breve romanzo La Vera Storia di Gottardo Archi (2017) fino al capitolo dedicato a Segantini in Il Geopoeta. Avventure Nelle Terre Della Percezione (2019). Ho sempre attribuito questa fascinazione alla forte influenza avuta in famiglia, anche se la mia competenza e conoscenza di questa magnifica espressione umana è sicuramente poca. Il che, d'altro canto, mi ha concesso un approccio più vergine verso tele, affreschi, dipinti, bozzetti, al punto da trasformare spesso, tutto questo, in materiale per la mia immaginazione creativa. Ecco perché sono affascinato dall'uscita di questi diari, appunti e pensieri di un artista come Munch, certo famoso nell'universo per il suo Skrik, l'Urlo, ma forse meno conosciuto riguardo alle sue grosse problematiche personali, quella frizione, a volte dolorosamente necessaria, tra gli elementi della vita, dalla quale scaturisce la scintilla. Per questo, condivido qui Oslo e L'Urlo, capitolo tratto da I Diari di Rubha Hunish LEGGI


ASSOMIGLIO ALLE MIE SCARPE

È importante avere un segreto, una premonizione di cose sconosciute.

L’uomo deve sentire che vive in un mondo per certi aspetti misterioso, che in esso avvengono e si sperimentano cose che restano inesplicabili.

(C.G. Jung)

ASSOMIGLIO ALLE MIE SCARPE (reprise)

Me ne sono accorto oggi. Ho guardato le pedule morbide, ormai al (viale del) tramonto, con la loro scritta dietro il tallone, discreta e anche evocativa, perché no? Renegade. Le ho guardate bene: «l'ultima volta avevamo detto che era la fine. Avevamo scelto un grande luogo selvaggio per salutarci. Ve lo ricordate? Ma poi ce l'avete fatta, mi avete indossato anche questa volta. Non mi volete lasciare qui». Loro due mi hanno guardato intensamente, intrise di CONTINUA A LEGGERE

(magari ascoltando Silent Air della grande band inglese, The Sound)

 

 

 


L'ULULATO DALLA LESSINIA. IL CAMMINO DI BUCK

Sabato 11 gennaio, ore 20.30. Si apre la rassegna di quattro appuntamenti organizzata da Alta Lessinia, con la direzione artistica di Alessandro Anderloni, intitolata Il Cammino dell'Inverno. Un invito molto gradito: Alessandro già nel 2014 aveva invitato lo storytelling musicale Il Richiamo di Zanna Bianca al Film Festival della Lessinia e in questo caso il cammino geopoetico, che per me significava anche l'apertura del 2020 in viaggio, era pensato per e con Jack London e intitolato "Il cammino di Buck". Volevamo raccontare attraverso le grandi avventure del classico del 1903 anche qualcosa del lupo in Lessinia, da molti anni tornato ad aggirarsi su questi altopiani e questi monti. Un evento che ha richiesto e richiede un adattamento e un ripensamento nel rapporto tra noi e gli animali selvatici, una vera opportunità per tornare a conoscere profondamente la natura di cui facciamo parte. I sopralluoghi nell'area di Bocca di Selva, dove sorge un rifugio davvero accogliente, avevano suggerito ad Alessandro e poi alla guida escursionistica AIGAE, Gianmarco Lazzarin, un percorso semplice, per seguire il richiamo della...Lessinia, insieme a Buck, nel piccolo Yukon che si trova - selvaggio e potente - a poche centinaia di metri da una piana battuta dal vento, dal sole, dalla luna, a 1550 metri di quota. In cammino con Jack London, sotto la luna piena - la prima del 2020 - a poche ore dal suo compleanno. E si che esiste ancora qualcuno che crede al caso...

Ci siamo ritrovati, in circa novanta persone, compatte nella volontà di vivere un'esperienza fuori dall'ordinario, o forse, semplicemente, giusta, per chi ama - come tutte le persone che hanno deciso di uscire in pieno inverno la sera per ascoltare il cammino di Buck - sentirsi connesso con il mondo selvatico. Un mondo del quale noi siamo parte e che ci osserva, ci invita, ci dedica la sua energia, ricordandoci che non possiamo farne a meno. Ho voluto iniziare leggendo poche frasi da un libro che alle mie esperienze di neve e grande nord deve tanto, ovvero La Musica della Neve. Così volevo salutare Buck, Zanna Bianca, e ovviamente Jack. In fondo, la poca neve sul terreno, ma sempre a danzare polverosa e fragrante sotto i nostri passi, è un sogno: arriva, si stabilisce temporaneamente, poi torna nel cosmo. E poi, è accaduto: non appena ho aperto Il Richiamo della Foresta per accogliere Buck tra noi, un ululato e poi un altro hanno attraversato nel buio Bocca di Selva. Era chiaro che si trattasse di un saluto, un benventuto del wild che non ha fissa dimora e che è il canto nomade della notte dei tempi. Un piccolo dono, ne sono certo, di Jack London a tutti noi.

Nel plenilunio, ci siamo portati in una radura che mi ha ricordato alcuni campi allestiti dai protagonisti dei libri di London (ma anche miei, in certe spedizioni nellla neve) per poi scendere verso una pozza ghiacciata, il palco sul quale ho potuto danzare leggendo nell'abbraccio di tutti i partecipanti, delle guide come Andrea e Gianmarco (grazie, per il vostro lavoro e i vostri brevi ma profondi interventi), degli organizzatori come Riccardo e i suoi colleghi di Alta Lessinia. Il disco perfetto e luminoso della luna piena, sembrava essere questo palco e poi, il nostro cammino è ripreso, si è snodato tra abeti, neve, vasti orizzonti nei quali siamo usciti, come esploratori dalla foresta boreale, per consegnare alla notte tersa una memoria selvatica. La memoria del mondo giovane, al quale abbiamo diritto di appartenere.

 


IL CAMMINO DI BUCK NEL CUORE DELLA LESSINIA

ALTALESSINIA.COM annuncia la rassegna "Il cammino dell'inverno", quattro appuntamenti a cura di Alessandro Anderloni. Si inizia sabato 11 gennaio 2020 al plenilunio:

Jack London ha lasciato un segno come pochi altri autori nell’immaginario popolare. È l’inventore letterario del “Grande Nord”. Nessuno, prima di lui, aveva raccontato così i lupi, i cani e la fauna. Milioni di persone sanno chi sono Buck e Zanna Bianca perché le loro avventure rappresentano l’umano travaglio, i dolori e le gioie, l’estasi e la trasformazione. Davide Sapienza è tra i più intensi studiosi e traduttori dell’autore californiano. Il suo cammino in Lessinia, nella notte di luna piena, è un’incursione nelle pagine del “Grande Nord” pensando al lupo, animale elusivo e misterioso, accompagnati da Buck e Zanna Bianca e con la lettura di alcune pagine selezionate. Questa escursione guidata notturna ci porterà a scoprire la Foresta dei Folignani, il cuore misterioso della Lessinia. In due ore di cammino e narrazione, scopriremo questo straordinario luogo e ci faremo affascinare dai racconti di Davide Sapienza.

ISCRIZIONE OBBLIGATORIA QUI

 


JACK LONDON: SOGNARE IL PROFONDO

Inizia oggi una collaborazione stimolante. Da un mese è online la rivista LIMINA, che oggi, nella sezione Comma22, pubblica un saggio su Jack London a partire dal suo capolavoro, pubblicato postumo nel 1918, Il Rosso e la cui traduzione avevo incluso nel volumetto Cacciatore Di Anime (Mattioli1885).

Buona lettura con SOGNARE IL PROFONDO. IL RACCONTO DI LONDON TRA JUNG E KUBRICK

 


DIVERCITY E DIVERSOUND. L'INCLUSIONE IN MUSICA

Con gioia annuncio una nuova rubrica per il magazine europeo di inclusione e innovazione DIVERCITY, trimestrale fondato nel 2018 dalla dottoressa Valentina Dolciotti. Il suo invito a scrivere con la musica per armonizzarla al flusso di questa grande tematica - centrale in ogni società che vuole definirsi civile - ha portato a DiverSound; il primo contributo, non poteva che essere dedicato ai muri, a partire da quello di Berlino, caduto nel novembre 1989, sebbene oggi, nel mondo, esistano più muri - non solo di cemento - di allora. Ma anche ai 40 anni di The Wall, il capolavoro dei Pink Floyd.

Buona lettura: 1989, Il Giorno In Cui Il Muro Suonò La Libertà

Oggi 10 dicembre a Milano e giovedì 12 a Firenze, Valentina modererà due incontri con ospiti che si dedicano al tema diversità è inclusione, parlando del numero 5 di DiverCity magazine: l'ingresso è aperto a tutti, basta seguire le istruzioni sul sito del magazine QUI


TRECENTO GIORNI DI OROBIE GEOPOETICHE

Esce oggi per il Corriere della Sera (dorso Bergamo), la puntata numero 300 della mia rubrica Sentieri d'Autore. Un'idea nata con Marco Brizzi all'alba del 2014, per raccontare il camminare in un modo che, allora, pochissimi quotidiani di rilievo come il CorSera raccontavano e nessuno con la regolarità di un appuntamento settimanale. Né Marco né il sottoscritto potevano immaginare, allora, che non avremmo mai fermato questi passi: neanche per un solo venerdì. Così nasce una vera e propria spedizione di scoperta, a piedi, della provincia e delle sue Alpi, le Orobie, dove vivo dal 1990. A questi trecento giorni in cammino, si aggiungano i tanti reportage fatti negli anni scorsi, gli editoriali, le interviste a operatori culturali che hanno raccontato le Orobie con film, libri o iniziative sociali. Qui, sul mio sito, posso anche affermare che io, per primo, non mi sarei aspettato di arrivare fin qui: questo è accaduto perché, come insegna il Tao, il "senza intenzione" (filosofia che cerco di proporre nei miei cammini geopoetici pubblici), è il viaggio più vasto e imprevedibile che possiamo vivere nella nostra esperienza terrena. Buona lettura, dunque, con un cammino geopoetico che mi sono regalato in una delle aree che vedo, da casa, ogni giorno, da trenta lunghi anni e dove vi invito per scoprire la profondità dell'inatteso che la montagna regala se la si vede come un orizzonte e non solo un'ascensione. LEGGI


ALTDS Chronicles. I GERMI SONO UNDEGROUND?

Nel 1995, quando gli Afterhours pubblicarono il loro secondo album, primo in italiano, il panorama rock ricevette una vera folata di vento nuovo. A partire dalla musica, per passare dai testi, fu chiaro che quella band e il suo leader Manuel Agnelli avrebbero segnato la storia del rock italiano. Non era una novità per chi, come me, li seguiva fin dagli esordi. E' questa la sede giusta per raccontarvi che furono tante le iniziative dove Manuel e il sottoscritto condivisero momenti intensi e speciali. Gli Afterhours furono un orgoglio per tutti noi che avevamo creduto nel talento fresco e capace di rompere gli equilibri di una discografia stanca e poco coraggiosa. Oggi, ventiquattro anni dopo, a MILANO esiste GERMI, un luogo di contaminazione, come recita il nome di battesimo del genius loci di Via Cicco Simonetta, tra il Ticinese e Porta Genova. Dopo il 1997, e dopo sei anni di silenzio mediatico che ne seguirono, non pubblicai più libri rock. Non credevo neanche di tornare a farlo, a dire il vero. Beh, cosa è accaduto, lo spiego nella mia nota iniziale di Attraverso Le Terre Del Suono (Edizioni Underground?), secondo libro di questo specialissimo 2019, annunciato da Il Geopoeta. Avventure Nelle Terre Della Percezione (Bolis Edizioni). Sono convinto che ALTDS non esisterebbe senza il primo dei due volumi nati in questa annata: un cerchio si chiude, un nuovo territorio da esplorare si apre. Domenica 24 novembre 2019, con Manuel Agnelli (che è ora in tour con Rodrigo D'Erasmo per An Evening With Manuel Agnelli, del quale è uscito anche il vinile), abbiamo presentato ALTDS proprio a GERMI. Per il mio ritorno a un libro dedicato alla musica, sinceramente, non potevo chiedere di più. Ci sono voluti dieci giorni per scrivere questo post perché la vostra presenza, la conversazione con Manuel, le vibrazioni e l'accoglienza di tutti, in quel posto, resteranno indelebilmente con me, a confermare il mio credo: Music, Is The Best. Un grazie di cuore, soprattutto, a Edizioni Underground?, Greg, Maurizio, Elisa, Stefano. E ora, che dire? Buona visione: l'incontro di GERMI è sul mio canale YouTube QUI. Grazie alle riprese del prezioso amico Claudio Cristiani.