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“IL GEOPOETA”

GEOFULNESS. POETICA E CONSAPEVOLEZZA

DOMANI 24.4.2019 MOVIMENTE ASP CHIUDE le iscrizioni al primo incontro in cammino di domenica 28.4.2019 per:
Sono molto emozionato per un “inizio” che non credevo potesse darmi tanta lucidità, grazie a quel “bagliore stellare” che, dopo anni di amicizia e reciproca stima professionale, ci ha indicato “come fare”. La mindfulness guidata da Elena Mazzoleni “copula” con la geopoetica – versione DS: anni di pratiche e di scambi di idee e percezioni. Ecco come si arriva alla Geofulness, fortunato nome regalatoci da mio figlio Leonardo. Ora ci siamo: domenica 28 aprile, in Presolana.
Siamo molto consapevoli di questa “prima esperienza” con chi ha scelto di esserci. Perché sappiamo che aldilà di tutto il lavoro fatto, si tratta di un esperimento che solo voi potrete definire “riuscito”. La ricerca sul campo ci ha detto che la miscela è intensa. Ciò che per noi è di fondamentale importanza è sapere di proporre qualcosa che possa lasciare a voi quel “materiale interiore” adatto per la vita di ogni giorno. La pagina dedicata dal mio sito si trova QUI

SCOTT WALKER: “PSST, PSST OGNI COSA E’ VICINA”

Scott Walker era nato il 9 gennaio 1943 ed è morto il 22 marzo 2019. Cercate in rete e troverete scritto “cantautore”. Eppure mai tale definizione risulta angusta. Noel Scott Engel, il suo vero nome, ha percorso un cammino unico: il grande successo con The Walker Brothers, una carriera solista con i primi quattro album che definiscono per sempre “la canzone d’autore” in nuove forme. Poi, la ricerca del silenzio. Al punto da non avere concesso interviste per decenni. Lo racconta molto bene il docufilm prodotto da David Bowie 30th Century Man.

Era il 2006 quando uscì “The Drift”, opera straordinaria, scoperta di territori impensabili lungo la rotta da esploratore indefesso. Ebbi l’onore e la fortuna di intervistarlo, telefonicamente, quell’anno. Con lui avevo molto parlato insieme al grande produttore e anima gentile che ha lavorato con lui dal 1983 alla fine, l’amico Peter Walsh. Insomma, ero in qualche modo vicino a quel firmamento incredibile. E raramente avevo provato un’emozione cosi grande. Ieri, quando ho letto la notizia, mi ha colpito un tweet del produttore Nigel Godrich: “ricordo di averlo incontrato per strada, era in bicicletta in Chiswik High Street e stavo andando dai Radiohead, era il primo giorno di registrazioni per OK Computer. Entrato in studio, Thom teneva in mano una copia dell’album Scott 4”. Vi ripropongo questa intervista, una delle più belle della mia carriera e soprattutto, vi consiglio di fare questo viaggio con Scott perchè, come cantava alla fine di The Drift, “psst, psst ogni cosa è vicina”. QUI l’intervista uscita sul settimanale DIARIO nel 2006.

ALL’EQUINOZIO SBOCCIA LA GEOFULNESS

Ci abbiamo lavorato, abbiamo seguito con interesse e curiosità, per anni, i rispettivi percorsi – io della dottoressa Elena Mazzoleni e di MoviMente, associazione di promozione sociale, lei dei miei libri, dei miei scritti, dei miei incontri, dei cammini geopoetici. Ci siamo detti molte volte che sarebbe stato bello “studiare” qualcosa che unisse le nostre attività per dare origine a qualcosa di nuovo. E mentre terminavo di scrivere Il Geopoeta. Avventure Nelle Terre Della Percezione la dottoressa Mazzoleni proseguiva con la sua intensa e seguitissima attività iniziata tre decenni (core counseling, mindfulness e molto altro). Infine, in un giorno di gennaio, camminando insieme nelle foreste di Presolana, avvolti da quella luce magnifica che l’inverno regala nei pomeriggi profondi, ci siamo chiesti come fare incontrare la mindfulness e la geopoetica: prima di uscire di casa Leonardo Sapienza, anni 9, ha detto: “farete la Geofulness”. Perfetto (e primo brevetto per il giovane geopoetino). E allora che Geofulness sia. Dal 28 aprile 2019, ovviamente, dalle foreste di Presolana. Approfondimento e modulo di adesione QUI.

LE AMICHE E GLI AMICI DI GRETA

ASCOLTA La Soglia Della Primavera

A tutti i figli delle stelle in tutto il mondo. Avete fatto quello che aspettavamo. Avete detto quello che fino a ieri non ascoltavano. Tra mille anni ieri sarà sempre il 15 marzo 2019. E anche oltre. Affinché noi e voi possiate sempre svegliarvi e ascoltare l’alba di primavera così come ho fatto anche questa mattina.

LISTEN The Dawn Of Spring

To you children of the stars worldwide. You have accomplished what we were waiting for. You have stated what they were not willing to listen. In one thousand years, yesterday will always be March 15 2019. And beyond. So that you and us can always wake up to listen the dawn of Springtime like I just did this morning.

ESCE IL GEOPOETA: LE PRIME E LE RECENSIONI

12 MARZO 2019

Da questa settimana Il Geopoeta. Avventure Nelle Terre Della Percezione (Bolis Edizioni, 128 pag, 14 E) è disponibile. Domani a Bergamo e giovedi a Milano, le due “prime”, presentazioni speciali per tante ragioni.

E dal 30 marzo partiranno altri incontri (in continuo aggiornamento QUI).

Puoi acquistare il libro anche sul sito dell’editore, con uno sconto, QUI.

In contemporanea due importanti passaggi su prestigiose testate.

LEGGI l’estratto dal libro su IL Magazine Sole 24 Ore online.

LEGGI la lunga recensione dedicata dal Corriere della Sera al libro.

SENTIERI D’AUTORE GEOPOETICI SUL CORRIERE: IL SESTO ANNO

Iniziava tutto venerdì 7 marzo 2014. Da qualche mese si parlava, dalla redazione del Corriere della Sera di Bergamo, di creare una rubrica dedicata al camminare, di taglio geopoetico. Il numero uno partì dalla Corna Lunga di Sovere, sopra il lago d’Iseo, con visioni grandi tra Orobie e valle Camonica, Sebino e grandi pianure. Ricordo bene la telefonata di colui che avrebbe seguito, settimana dopo settimana, questa lunga esplorazione poetica del nostro territorio, una grande provincia fatta di pianure e conurbazioni, fiumi, torrenti, laghi, nevai, alte vette, le magnifiche Orobie…Marco Brizzi, al quale vanno grandi meriti per la riuscita di questa impresa. In effetti non pensavamo a quanto sarebbe durata, la rubrica. Venerdì dopo venerdì, senza alcuna interruzione, oggi siamo arrivati a compiere cinque anni esatti 260 settimane. Ci sono stati, come è naturale, diversi cambiamenti, nel taglio, nello stile, nel modo di proporli e soprattutto, nel mio modo di osservare e raccontare. Un grande insegnamento da questa magnifica “provincia” per sviluppare i dettagli che hanno definito la mia geopoetica. Ecco QUI come ho voluto celebrare oggi, camminando dentro il “centro esatto” della nostra provincia, dove le Orobie non finiscono mai di incantarci per le continue sorprese che regalano. Non c’è molto da dire se non…camminiamo ancora. Camminiamo sempre.

IL GEOPOETA. AVVENTURE NELLE TERRE DELLA PERCEZIONE

Dal 13 marzo 2019

IL GEOPOETA. AVVENTURE NELLE TERRE DELLA PERCEZIONE

(Bolis Edizioni)

 

Scarica il comunicato stampa QUI

Scarica la copertina QUI

Ci saranno due “prime”, a Bergamo e a Milano, in occasione dell’uscita del libro:

Scarica l’invito per BERGAMO, con Luca Rota ed Elena Maffioletti, 13 marzo 2019 QUI

Scarica l’invito per MILANO, con Gianni Canova ed Elena Maffioletti, 14 marzo 2019 QUI

Da fine marzo, parte Il Geopoeta Tour, ecco le prime date QUI

 

IL “MIO” BRUCE CHATWIN

ASCOLTA IL PODCAST (SETTIMA PUNTATA) QUI

Il 18.1.1989 moriva Bruce Chatwin. Parrà strano a dirsi, ma quando rimasi folgorato dall’incontro con questo viaggiatore e scrittore supremo, pochissimo sapevo della sua vicenda. Era bello scoprire cosi libri e autori: poche righe sulle alette e poi, in biblioteca a cercare. Ero appena venuto a vivere in montagna e divoravo Adelphi in serie. “In Patagonia”, “Le Vie dei Canti” (“The Songlines”, 1987) … trovai qualcuno e qualcosa che sapevano dirmi, “non sei da solo, a sentirti solitario e nomande”. Fu tale l’impatto che quando, nel 1996, uscì il postumo “L’anatomia dell’irrequeitezza” proprio il suo articolo del 1970 “Questo nomade nomade mondo” si infilò nel mio DNA.

Ero su un crinale ventoso e innevato, non lontano dalla Via dei Canti orobica, solitario le mie “songlines” mormoravano tra piedi il cuore e la mente. La telefonata era da prendere: Lorenzo Pavolini è uno dei migliori giornalisti radiofonici italiani, con il quale abbiamo già fatto molto insieme nel 2016, quando cadde il centenario della scomparsa di Jack London. Telefonava da Rai3: “stiamo facendo da alcune settimane puntate dedicate a

Chatwin nel trentennale della sua scomparsa”. Commosso per essere stato pensato a parlare di Chatwin camminatore geopoeta, ho registrato un intervento. Ho ripensato a quando “I Diari di Rubha Hunish” fu protagonista al Premio Chatwin (La Spezia, 2004), con gratitudine: li incontrai e parlai con Walter Bonatti. Lessi e ascoltai Cristina Donà, che “suonò” le mie pagine. Lo speciale andrà in onda domani, sabato 16 febbraio alle 18. Su Radio3 RAI, ovviamente. Ho scelto le letture e quale grande onore, a leggere quei testi, l’amico Giuseppe Cederna.

Devo dire altro? Ah, si, trovate il link su RaiPlay di tutte le puntate su Bruce Chatwin: l’alternativa nomade, ascoltatele, già sei sono andate in onda. Poco prima di registrare l’intervista ho riaperto, 25 anni dopo, alcuni libri. E su “La Via Dei Canti” ho trovato questo sottolineato. No, non è un estratto dall’imminente Il Geopoeta, ma la sua radice profonda e perduta, la poiesis. Non lo ricordavo: ma il mio corpo, lo sapeva. Grazie Bruce, grazie Lorenzo.

IL GEOPOETA: CI SIAMO. PRENOTA LA TUA COPIA!

La data si avvicina. Mercoledì 13 marzo non solo segnerà l’uscita di questo libro che ha vissuto peripezie difficili da riassumere (ve le racconteremo durante il primo incontro, vista la presenza di Elena Maffioletti – scrittrice e “coproduttrice” artistica di questo libro). Quattro anni di lavoro di scrittura (e di cammini e di viaggi e di revisioni e…) per oltre un quarto di secolo di “vissuto” e scrittura. Il primo incontro sarà proprio quel giorno alle 18.30 presso la Sala Viscontea dell’Orto Botanico di Bergamo, nella magia di Città Alta. A parlarne con me ci saranno Luca Rota ed Elena Maffioletti, che ci spiegherà come ha lavorato da “editor” sul testo del quale aveva seguito la lunga genesi.

Leggete QUI come prenotare la vostra copia (con un prezzo di favore) per ritirarla proprio da me, in quell’occasione. Non posso dire molto altro, se non dire grazie all’editore Bolis che ha ritenuto questo libro “importante” aldilà di ogni considerazione commerciale. Lo penso anch’io: è un libro che non c’era, prima. Questo mi sento di dirlo. Ora …serve il vostro aiuto. Augh

IL GEOPOETA. AVVENTURE NELLE TERRE DELLA PERCEZIONE

Si intitola IL GEOPOETA. AVVENTURE NELLE TERRE DELLA PERCEZIONE

Lo pubblica Bolis Edizioni, in libreria dal 13 marzo, è il frutto di oltre 20 anni di andar seluvatico e scrittura, incontro, riflessione, soprattutto confronto: auspicio al ricongiungimento con la “scrittura della Terra” – la geografia; della poesia che portiamo dentro come canone di comunicazione universale e del quale facciamo parte.
E’ stato un cammino lungo e complesso, io so bene chi devo ringraziare, a partire dall’editore Bolis, soprattutto la collega e amica Elena Maffioletti, che sta lavorando con me alla quinta e ultima stesura. Ma come dimenticare Cristina Busin di Alpes, Tiziano Fratus e Paolo Valentini di Walkabout Literary Agency per i consigli e la vicinanza.
Il mio amico di andar selvatico Bruno Noris, lui ha scattato quella piccola e innocente fotografia che la mia amica, la grandissima artista siciliana Samantha Torrisi, ha trasformato in un bozzetto (olio su tela) da donarmi e che mi ha commosso quando è arrivato qui a casa e che tengo davanti a me perché so che quello, non
sono io, ma il geopoeta che sta in tutte e tutti noi.  Ecco, l’immagine di copertina è loro.
Spero vi piacerà: sarà un andar leggendo non immediato, l’invito a ricordarci che i libri non sono un fine onanistico, ma solo un mezzo per stare connessi all’universo, alla sua energia, di cui siamo parte. La mia piccola missione è provare a darvi degli indizi portandovi sulle tracce meno battute verso luoghi dove l’unità della vita è evidente. Chi scrive è al servizio di questa energia creativa, io credo. Del resto il mio manifesto del 2004 parlava chiaro (si, I DIARI DI RUBHA HUNISH) quando tutto cò non era “di moda”.

Cinque anni dopo CAMMINANDO il mio “lungo formato” riprende da qui: come sempre, potrebbe essere l’ultimo che scrivo, perché il mio spirito è felice di scoprire, senza per forza doversi dare un compito o una meta.

Perché come diceva Jack London:  “preferisco vivere a scrivere”.