RADIO1 MUSICA: UN'INTERVISTA NOTTURNA

L'intervento alla RAI per Radio1 Musica, ieri sera è partito (una emozionante e gradita sorpresa) con la voce di John Trudell - per questo siamo riusciti a viaggiare su molti territori, tutti inclusi nel grande sentire della Madre Terra ascoltando anche un altro magnifico, Robbie Robertson.

ASCOLTA L'INTERVISTA E LE CANZONI

 


RITMO TRIBALE: LA BAND AL DI SOPRA DI OGNI SOSPETTO

Scrivere dei Ritmo Tribale, per me, dopo tanti anni di amicizia e dopo averli praticamente visti nascere, in una sala prova milanese, trentacinque anni fa. E' capitato anche questo. Così ho intervistato Alex Marcheschi, "the quiet one", che però si scatena sempre sorridente dietro i suoi tamburi. E ne è uscita una bella chiacchierata, lo spirito bambino, lo sguardo dell'esperienza, l'orizzonte sempre davanti. Per inciso La Rivoluzione Del Giorno Prima è uno dei loro album più belli e completi. Da avere, in vinile magari. Vi va di leggere il pezzo su ILSole24Ore.com? Eccolo QUI.


ATTRAVERSO LE TERRE DEL SUONO TORNA IL 12-5-2020

L'immagine che vedete ritrate Gregory Fusaro, Maurizio Mozzoni (soci fondatori di Edizioni Underground?), Elisa Macera (redattrice), Stefano Monti (fotografo e grafico, autore della copertina) al termine della premiere di Attraverso Le Terre Del Suono. Era domenica 23 novembre 2019. Insieme a Manuel Agnelli, nell'accogliente e gremito ecosistema artistico di Germi, a Milano, avevamo appena concluso la presentazione del mio libro organizzata con l'editore. Oggi molte cose sono cambiate. Il libro ha iniziato il suo viaggio, bruscamente interrotto come quello di chiunque scrive e pubblica libri, dall'emergenza sanitaria che ancora stiamo vivendo nel mondo. Le Terre del Suono, però, credo siano state di conforto a tanti esseri umani. Leggere e godere di tutte le forme artistiche e creative, è un modo di viaggiare veramente oltre ogni confine fisico. Durante questi mesi, ho ritrovato un amico, un grande artista: GianCarlo Onorato. Ci siamo letti a vicenda: io il suo magnifico EX (dal quale nacque un lungo tour, poi un cd), credo il libro più bello che io abbia letto scritto da un musicista, sul senso della musica e della vita, dell'arte, del nostro ruolo sociale. Mentre io leggevo e riascoltavo lui, GianCarlo leggeva e ascoltava me. Era perciò naturale che arrivassimo a fare questa presentazione online insieme, martedì 12 maggio 2020 alle 18.30. Per presentarla, voglio usare una frase che GianCarlo mi ha scritto due mesi fa in una sua email: ""il momento è specialmente favorevole ad avviare un passaggio a lungo cercato con la musica, con la scrittura e con ogni forma di ricerca. abbiamo la difficile, meravigliante responsabilità di trovarci su una vetta epocale. e questo stupore può essere il nostro timone. " Io penso che domani questo incontro riserverà momenti particolari, come particolari sono stati quelli vissuti a Milano prima con Manuel e poi con Luca Bernini per l'ultima presentazione fatta a febbraio, quello con Marco Grompi a Martinengo e quello con Celestino Felappi a Iseo, nel dicembre scorso. Ognuno diverso, attraverso le terre del suono.

Vuoi partecipare? Connettiti dalle 18.20 di martedì 12 a questo LINK e poi le facili istruzioni (nome ed email)


BILL FAY. DI NUOVO RIEMPITO DALLA GIOIA

Love Will Remain. L'amore resterà. Questo deve avere sentito, profondamente, dentro di se, Bill Fay, quando nei primi anni '70 del secolo XX d.C., venne rigettato come corpo estraneo. E si che aveva regalato al mondo due album non di poco valore. Ancora nel fiore dei suoi vent'anni, il londinese Bill fu costretto dalla vita a dedicarsi ad altro. La musica era troppo importante, per prendere sul serio la discografia. Giardiniere e poi addetto di un supermercato, padre di famiglia e uomo consapevole di avere la sua stanza segreta. Quella dove per decenni cesellava le sue haiku song, i canti di vita che solo l'esperienza può aiutare a rifinire con un'essenzialità tale da renderle totali. Quest'anno Bill Fay ha pubblicato un nuovo album. Il suo titolo è meglio di mille parole: Countless Branches: Innumerevoli Rami. E' sicuramente felice di essere tornato a pubblicare le sue canzoni, da qualche anno, se è vero che una delle canzoni più toccanti di Countless Branches si intitola Filled With Wonder Once Again: Di Nuovo Riempito Dalla Gioia. A 76 anni, Fay ha la pozione magica sempre più efficace: la fragilità della voce, il tenue colore delle sue canzoni, il tessuto del suo narrare sonoro, che lentamente, durante l'ascolto, si espandono per dimostrare che "l'amore rimarrà, quando le profezie saranno passate". Perché come la vita, la fragilità è la forza più grande che abbiamo a disposizione.

 

E così sono di nuovo riempito dalla gioia
Come fa questo mondo a tenere incatenato un uomo 
Già, come fa davvero a tenerlo in catene
Però io sono di nuovo riempito dalla gioia

Ancora una volta


LA MUSICA E' ANDROGINA

Secondo contributo per la mia rubrica DiverSound sul trimestrale di inclusione e innovazione DiverCity Magazine. Un'esperienza di scrittura e studio che stimola a esplorare diverse espansioni di coscienza legate a un tema che, nel numero 6 della rivista, è "gender". Così nasce La Musica E' Androgina:

La natura della musica è senza genere. O meglio, la natura della musica è di ogni genere. La musica – la Musa – è la prima voce dell’universo che viaggia negli spazi siderali, è la sorgente della voce umana, la guida che si diffonde tra le vie del mondo come l’aria che respiriamo. La musica ha genere da quando esiste il suo commercio ma chi, dal nulla, la crea per offrirla ai suoi simili, sa che la scintilla iniziale è l’inequivocabile luce il cui suono viene dall’universo dal quale si attinge qualcosa di intangibile da ciò che è immateriale per dargli una forma, o meglio, il linguaggio chiamato musica: non la vedi, non la tocchi, ma i suoi effetti sull’apparato nervoso sono la totalità della “sessualità” dell’universo che rilascia un frammento e ci consente di ascoltare questo linguaggio. Forse per questo l’artista ha spesso sentito la necessità di ... LEGGI TUTTO

Ma non posso esimermi dall'invitarvi a leggere uno splendido pezzo scritto dal grande artista GianCarlo Onorato, che in questi giorni ha pubblicato questo testo, Androginia, sul magazine online Spettakolo!: corrispondenze e connessioni  nelle espanse terre della (ri)elaborazione.


ATTRAVERSO LE TERRE DEL SUONO E LA MUSICA COME ORIGINE

Nonostante la generosa rassegna stampa di recensioni, apparizioni televisive e partecipazioni radiofoniche, come sempre l'analisi del mio libro fatta da Luca Rota (del quale è appena uscito l'immaginifico e appassionante libro viaggiante, Tellin' Tallin), leggere la sua lunga riflessione su Attraverso Le Terre Del Suono (Edizioni Underground?), mi ha fatto andare anche oltre le mie stesse "intenzioni":  In pratica, il paesaggio nasce dentro di noi, è in noi, e dunque in noi non poteva che nascere anche il suono per esso: la musica. E cos’è che nelle arti musicali rappresenta la parte e l’espressione più istintiva, viscerale, passionale, anche selvaggia, se non il rock? Chi può esplorare un paesaggio sonoro come quello del rock se non un esploratore di paesaggi autentici, di geografie, di narrazioni, di armonie e di poiesis, la cui forma primigenia è proprio quella offerta dalla Natura? Un geopoeta, in buona sostanza: Davide Sapienza. Attraverso le Terre del Suono (Edizioni Underground?, 2019) è il diario delle sue esplorazioni nei paesaggi sonori della musica e in particolare di quella rock, come già rimarcato, che egli ha compiuto come prima forma professionalmente compiuta (come lavoro, insomma) di “cammino” nel mondo, avendo esercitato per lungo tempo l’attività di giornalista, critico, scrittore e curatore editoriale di opere letterarie in ambito musicale, promoter e label manager sul mercato italiano (principalmente, ma non solo) per numerosi musicisti, band, artisti nonché di guida e.... LEGGI

QUI la rassegna stampa completa, il video della presentazione con Manuel Agnelli e molto altro.

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IL FUTURO NON E' MAI ESISTITO

Queste settimane di panico generalizzato dimostrano, per l'ennesima volta, che millenni di pensiero e spiritualità, scienza e conoscenza, non hanno ancora prodotto la massa critica necessaria a fare diventare la nostra umana società ciò che, potenzialmente, può essere.  In queste settimane, penso ai libri e alle conferenze di Alan Watts, ma anche agli insegnamenti di poeti indigeni come Lance Henson, perché uno dei temi che mi ha sempre tenuto vigile, fin dalla giovinezza, è l'idea precisa che il futuro non sia mai esistito. Il futuro non esiste (mi disse un giorno Lance), perché esiste il presente continuo. E la cosa è così evidente, da sfuggirci. Torna più volte, Watts, nei suoi libri, su questa trappola della mente. Il futuro è un'ipotesi, un desiderio, un progetto che possa, il più possibile, aderire alle nostre singole ambizioni. Nel fare questo, si perde di vista il presente, l'unica realtà esistente. Lo sanno bene artisti e uomini di sport: nel ripetere ogni gesto costruisci la densità di un presente che ovviamente - di presente in presente - rappresenterà un vero presente continuo, solido. L'assenza di questa solidità è ciò che caratterizza questo passaggio storico, il panico che cerca di contrastare l'invisibile. Se ogni piccolo presente fosse stato investito della nostra attenzione (interiore, mentale, lavorativa, politica), ovviamente il presente attuale sarebbe migliore. Sento tante persone in questi giorni che, teoricamente, quando c'è da fare un post o parlare astrattamente, sembrano aderire a questa idea. Ma non vivendola nella sua pienezza, sono ancora troppo attaccate all'idea di crisi e di tempo: come se "fermare il mondo" per qualche mese sia davvero inconcepibile. Non poterlo mai fermare, questo è inconcepibile. Perché ogni persona che sa quando fermarsi, sa anche che può farlo e perché lo fa. Anche se costretto improvvisamente a farlo, nello "zaino" avrà sempre la risposta giusta per non soccombere al panico. Fa specie sentire certe frasi in pubblico e in privato e, per esempio, vedere cosa accade in Siria (nove anni di guerra) o cosa stanno facendo ai confini con la Grecia e la Turchia ributtando in mare gente che non ha neanche un presente.  Dobbiamo vivere nel presente, con il presente, per il presente. Se si continuerà a vivere proiettati in un futuro che nessuno davvero può dire di conoscere - perché il futuro non esiste - le stime, le proiezioni, le statistiche (utili, ma non possono diventare la guida della nosta vita), avremo perso l'ennesima occasione per vivere nel qui&ora, nel presente come unica realtà per potere esigere da noi il meglio di noi: il massimo della consapevolezza e della presa di coscienza. Il futuro non è mai esistito perché se così fosse, avrei potuto prevedere, io, che un giorno del marzo 2020 sarei stato qui a scrivere, nel mio presente, del mio presente, col mio presente?

 

Slow Motion


DIVERCITY E DIVERSOUND. L'INCLUSIONE IN MUSICA

Con gioia annuncio una nuova rubrica per il magazine europeo di inclusione e innovazione DIVERCITY, trimestrale fondato nel 2018 dalla dottoressa Valentina Dolciotti. Il suo invito a scrivere con la musica per armonizzarla al flusso di questa grande tematica - centrale in ogni società che vuole definirsi civile - ha portato a DiverSound; il primo contributo, non poteva che essere dedicato ai muri, a partire da quello di Berlino, caduto nel novembre 1989, sebbene oggi, nel mondo, esistano più muri - non solo di cemento - di allora. Ma anche ai 40 anni di The Wall, il capolavoro dei Pink Floyd.

Buona lettura: 1989, Il Giorno In Cui Il Muro Suonò La Libertà

Oggi 10 dicembre a Milano e giovedì 12 a Firenze, Valentina modererà due incontri con ospiti che si dedicano al tema diversità è inclusione, parlando del numero 5 di DiverCity magazine: l'ingresso è aperto a tutti, basta seguire le istruzioni sul sito del magazine QUI


ALTDS Chronicles. I GERMI SONO UNDEGROUND?

Nel 1995, quando gli Afterhours pubblicarono il loro secondo album, primo in italiano, il panorama rock ricevette una vera folata di vento nuovo. A partire dalla musica, per passare dai testi, fu chiaro che quella band e il suo leader Manuel Agnelli avrebbero segnato la storia del rock italiano. Non era una novità per chi, come me, li seguiva fin dagli esordi. E' questa la sede giusta per raccontarvi che furono tante le iniziative dove Manuel e il sottoscritto condivisero momenti intensi e speciali. Gli Afterhours furono un orgoglio per tutti noi che avevamo creduto nel talento fresco e capace di rompere gli equilibri di una discografia stanca e poco coraggiosa. Oggi, ventiquattro anni dopo, a MILANO esiste GERMI, un luogo di contaminazione, come recita il nome di battesimo del genius loci di Via Cicco Simonetta, tra il Ticinese e Porta Genova. Dopo il 1997, e dopo sei anni di silenzio mediatico che ne seguirono, non pubblicai più libri rock. Non credevo neanche di tornare a farlo, a dire il vero. Beh, cosa è accaduto, lo spiego nella mia nota iniziale di Attraverso Le Terre Del Suono (Edizioni Underground?), secondo libro di questo specialissimo 2019, annunciato da Il Geopoeta. Avventure Nelle Terre Della Percezione (Bolis Edizioni). Sono convinto che ALTDS non esisterebbe senza il primo dei due volumi nati in questa annata: un cerchio si chiude, un nuovo territorio da esplorare si apre. Domenica 24 novembre 2019, con Manuel Agnelli (che è ora in tour con Rodrigo D'Erasmo per An Evening With Manuel Agnelli, del quale è uscito anche il vinile), abbiamo presentato ALTDS proprio a GERMI. Per il mio ritorno a un libro dedicato alla musica, sinceramente, non potevo chiedere di più. Ci sono voluti dieci giorni per scrivere questo post perché la vostra presenza, la conversazione con Manuel, le vibrazioni e l'accoglienza di tutti, in quel posto, resteranno indelebilmente con me, a confermare il mio credo: Music, Is The Best. Un grazie di cuore, soprattutto, a Edizioni Underground?, Greg, Maurizio, Elisa, Stefano. E ora, che dire? Buona visione: l'incontro di GERMI è sul mio canale YouTube QUI. Grazie alle riprese del prezioso amico Claudio Cristiani.

 


ALTDSChronicles. IL LIBRO SINESTESICO

Quando ho ricevuto questa lettera dall'amica Milde Caffetto (autrice del bellissimo racconto La ragazza a testa in giù, pieno di rimandi subliminali alla Grande Musica), che conosce tutta la mia produzione letteraria e rock, sono rimasto molto colpito dalla scelta precisa del termine "Sinestesico". Questo, mi mancava, nelle tante definizioni che ho letto della mia scrittura ma...Cosa è la Sinestesia? Beh, estrapolando dal vocabolario Treccani, comprendo cosa intende Milde: "Nel linguaggio della stilistica e della semantica, particolare tipo di metafora per cui si uniscono in stretto rapporto due parole che si riferiscono a sfere sensoriali diverse (colore squillantevoce calda); quando l’accostamento non è occasionale ma tende a ripetersi può determinarsi un mutamento semantico, può nascere cioè una nuova accezione della parola". Bene. Credo che Milde, oltre che di Attraverso Le Terre Del Suono, in qualche modo parlasse anche della mia scrittura e questo è per me qualcosa di speciale e che sento molto vero. Allora ho chiesto all'amica "a testa in giù" di permettermi di condividere questa lettera con voi, eccola qui. Buona lettura (anche del libro di Milde, mi raccomando! E' bellissimo) :

Carissimo Davide,
ho terminato la lettura di Attraverso le Terre del Suono.
Sinestesico.
Accompagnando alla lettura l’ascolto, parole e musica aprono gli stessi orizzonti geopoetici cui ci hai abituato da tempo, in perfetta continuità, ne vedi i colori e ne senti i profumi. Con il passare degli anni c’eravamo disabituati, ma c’è bisogno di tornare a raccontare la musica così, si capisce ciò di cui siamo stati defraudati. Leggo gli aneddoti personali che racconti e sembra di vederti e sentirti, conoscendoti, scappa un sorriso. Peccato non esserci stata anche allora con voi, hard dreamers nelle terre suono.
Alla prossima perché tanto sei incontenibile e ci riserverai altre sorprese, quali che siano le prossime terre che vorrai farci generosamente attraversare.
Un abbraccio riconoscente
Milde