LA STRADA ERA L’ACQUA. STORIA DI UN GRANDE VIAGGIO

LA STRADA E’ ANCORA L’ACQUA.
Storia di un Grande Viaggio. In un libro che viaggia.

Il 30 giugno 2007 a 1800 metri di quota, sulle acque di scioglimento del ghiacciaio Morteratsch dell’Inn, inizia un’avventura straordinaria: Dario Agostini parte in kayak verso…Istanbul, dove arriverà ottanta giorni dopo. Seguendo la preparazione di questo viaggio trovai in Dario un Viaggiatore vero e compresi nei mesi precedenti, facendo insieme scialpinismo (dove si nEviga l’orizzonte), una Visione del viaggio non comune. Una Visione Geografica Profonda. La sua sete di conoscenza l’avrebbe soddisfatta nei circa 4000 km di acqua che scorre potente, dall’Inn al Danubio, al Mar Nero, al Bosforo. Parlammo molto prima di

quell’avventura e dovetti inventare un nuovo format per utilizzare questa storia e trasformarla nell’archetipo, il dialogo continuo tra Acqua e Umano, Universo e Psiche. L’orizzonte assoluto. “Ma per questo ho chiesto a te di raccontarla”, mi disse prima dell’indimenticabile “primo” colpo di pagaia che vedete nella foto. Ci scrivemmo sms per 80 giorni. Ci parlammo qualche volta al telefono. Dovevamo creare una “distanza”, perché solo dentro quello spazio si apre la faglia dove si alza il vento che porta i profumi dell’elaborazione interiore e quindi creativa. Mi emoziona ricordare tutto questo dieci anni dopo. Molto.

Grazie sempre a Paola Vagnozzi, che credette in questo format cosi particolare. Un altro “libro che non c’era” – un libro che viaggia, non di viaggio – che ho avuto la fortuna di pubblicare per proseguire la mia avventura geopoetica, dando voce e “persona” all’acqua e poi lavorando da regista-sceneggiatore. E sempre a Dario, che finito di leggerlo, disse: “questa non è la mia storia. Questa è la storia dell’uomo”. Custodisco gelosamente questa frase, per sempre. (Galaad Ed, 2010. Lubrina Ed, 2015)