IL GEOPOETA. AVVENTURE NELLE TERRE DELLA PERCEZIONE

Si intitola IL GEOPOETA. AVVENTURE NELLE TERRE DELLA PERCEZIONE

Lo pubblica Bolis Edizioni, in libreria dal 13 marzo, è il frutto di oltre 20 anni di andar seluvatico e scrittura, incontro, riflessione, soprattutto confronto: auspicio al ricongiungimento con la “scrittura della Terra” – la geografia; della poesia che portiamo dentro come canone di comunicazione universale e del quale facciamo parte.
E’ stato un cammino lungo e complesso, io so bene chi devo ringraziare, a partire dall’editore Bolis, soprattutto la collega e amica Elena Maffioletti, che sta lavorando con me alla quinta e ultima stesura. Ma come dimenticare Cristina Busin di Alpes, Tiziano Fratus e Paolo Valentini di Walkabout Literary Agency per i consigli e la vicinanza.
Il mio amico di andar selvatico Bruno Noris, lui ha scattato quella piccola e innocente fotografia che la mia amica, la grandissima artista siciliana Samantha Torrisi, ha trasformato in un bozzetto (olio su tela) da donarmi e che mi ha commosso quando è arrivato qui a casa e che tengo davanti a me perché so che quello, non
sono io, ma il geopoeta che sta in tutte e tutti noi.  Ecco, l’immagine di copertina è loro.
Spero vi piacerà: sarà un andar leggendo non immediato, l’invito a ricordarci che i libri non sono un fine onanistico, ma solo un mezzo per stare connessi all’universo, alla sua energia, di cui siamo parte. La mia piccola missione è provare a darvi degli indizi portandovi sulle tracce meno battute verso luoghi dove l’unità della vita è evidente. Chi scrive è al servizio di questa energia creativa, io credo. Del resto il mio manifesto del 2004 parlava chiaro (si, I DIARI DI RUBHA HUNISH) quando tutto cò non era “di moda”.

Cinque anni dopo CAMMINANDO il mio “lungo formato” riprende da qui: come sempre, potrebbe essere l’ultimo che scrivo, perché il mio spirito è felice di scoprire, senza per forza doversi dare un compito o una meta.

Perché come diceva Jack London:  “preferisco vivere a scrivere”.