Archives for:
“IL GEOPOETA”

I DIARI DI RUBHA HUNISH – redux

I DIARI DI RUBHA HUNISH – redux & IL TEMPO DELLA TERRA

7.9.2004: l’editore BaldiniCastoldiDalai di Milano pubblica “I Diari di Rubha Hunish”. Considerando che l’autore – si, il sottoscritto – non sapeva esattamente cosa gli era stato concesso dai genius loci che lo avevano accolto e ispirato, in lui nasce l’idea che la geopoetica sia una definizione che si avvicina. Suona bene, narrativa geopoetica di viaggio. E secondo varie autorevoli voci, nasce paradigma differente, anche nuovo, un unicum, come scrissero, per esempio, su La Stampa o Diario. Il libro che non c’era, adesso arriva al 2017…

Read more

LA ROCCIA DELLE ROCCE. MESSAGGI DALLE OROBIE.

Ho visto il dio celtico delle vette. Inciso da altri esseri umani che, come me, come tutti, volevano lasciare un segno del proprio passaggio, una testimonianza della conversazione con la Terra Alta. Dove? In un luogo favoloso. “Quando si scavalca il Selletta, la Val Camisana offre la sua testata, sotto l’alta e austera cima dell’Aga e la potenza del Diavolo di Tenda, enorme distesa a terrazzi di origine glaciale, forre profonde, torbiere, corsi d’acqua selvaggia. Avanziamo pochi minuti e arriviamo alla grande roccia delle rocce, che ci appare oggi come allora…” LEGGI

KAJSA, PER ADDE, BOB…DARIO E FRANCA. GIORNO # 0

Un giorno come oggi. Vieni accompagnato nello Junkerdal, a Graddis. Qui Kari Nystad-Rusaanes vuole farmi incontrare, a casa loro, due esseri umani straordinari. Sono gli artisti svedesi Kajsa e Per Adde Petterquist. Vivono qui da decenni. La loro storia è così incredibile, da essere vera. Cammini verso la casa nelle montagne del Nordland, il sole caldo di ottobre ti avvolge: è l’onda di luce sempre a quellaRead more

LA MEMORIA. SALTFJELLET. NORDLAND. GIORNO # 6

Il Saltfjellet è più di un’area montuosa. Separa il Saltdal, a nord, dall’Helgeland. a sud. Qui passa il circolo polare artico, a 66°33′ Nord. Qui si entra per mai più uscirne in una dimensione che attiene alla luce e alla memoria genetica della Terra, dunque dell’uomo. Qui, furono i tanti campi di prigionieri di guerra che nel 1943 i tedeschi “importarono” dai campi di prigionia

Read more

IN THE ARCTIC LIGHT. NORDLAND. GIORNO # 7

Miriam, Steinar, Ronald, oggi mi hanno regalato una giornata di ottobre che mi fa dire: ottobre fa per me, ottobre, il mese della mia luce artica, che sorge dalla Terra e poi torna al Sole. Dal secolo scorso, la seguo, mi lascio osservare – la rispetto, ma dove sta?  Una presenza che non c’è mai, perchè ti pervade. Lo fa con me, uomo, lo fa con le piante, lo fa con le rocce, lo fa con  il muschio che cresce dove la terra prova a fuggire, lo fa con l’acqua del fiume, le grandi montagne distanti ma vicine. Lo fa dove si rifugiano i sogni e i desideri, i pensieri del mondo e gli incontri improvvisi. Lo fa, perché così è lei. La luce artica non si vede, ma ci osserva. .

Saltdalen. Fjord, Vatn, Fjellet. Arctic. Giorno #9

Niente cambia perché tutto cambia. Il Nordland riassume tutto quello che la Norvegia per molte persone rappresenta nell’immaginario. Oggi, Kari e Ronald mi hanno condotto a Rusaanes, la loro casa. Intorno, nel viaggio intorno al Saltfjorden, tutta l’abbagliante verità e le conversazioni della luce si sono presentate come improvvise. Poi, Ronald mi ha condotto tra i muschi nel bosco sino alla cabin sul fiume. Sintonizzati sempre, in ascolto attenti. La voce artica è chiara, limpida, profonda, inconfondibile.