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“IL GEOPOETA”

ARRIVA “L’UOMO DEL MOSCHEL”

«Ci fu come un incontro stupefacente, quello tra chi veniva sognato e chi sognava.

Perché di irraggiungibile nei sogni non vi è nulla.»

 

L’Uomo del Moschel (Bolis Edizioni, scarica la scheda) uscirà il 27 settembre 2018: lo annuncia oggi l’editore dal suo sito, per offrire a chi vorrà esserne parte più confidenziale, un’opportunità speciale, ovvero prenotare, con uno sconto del 30%, il volume, per riceverlo in anteprima con una dedica personalizzata da parte mia. Come fare? Leggi questa pagina e segui le istruzioni per partecipare a questo interessante modo per chi ha voglia di avere la propria copia speciale. Avrete comunque modo di ascoltare degli estratti in anteprima nel corso dei cammini geopoetici di Nel Cuore Della Montagna, rassegna organizzata dalla Rete Bibliotecaria Bergamasca con il Sistema Valle Seriana con Alpes, iniziata il 17 giugno a Rovetta (leggi il calendario e le modalità di iscrizione, gratuita ma obbligatoria). A tutti i partecipanti ai miei cammini estivi verrà donata anche una cartolina speciale donata da Bolis Edizioni, dedicata a L’Uomo del Moschel. Due le presentazioni previste per il lancio, a Bergamo (6.10 Libreria Ubik) e a Milano (20.10, Hortensia), ma di questo ne parleremo in seguito. Intanto, prenotate le vostre copie “intime”.

 

29 GIUGNO 1958. LA GINGA E L’IMMAGINAZIONE AL POTERE

Il giovane Pelé non è ancora diciottenne. Gli sbruffoni svedesi (nazionale in realtà formata da giocatori di diversi paesi) deridono pesantemente il Brasile in conferenza stampa:: si, hanno paura i ridicoli marcantoni e infatti incasseranno 5 gol. Addirittura la federazione brasiliana vorrebbe che i calciatori verdeoro abbandonassero la straordinaria creatività della “ginga”, un modo di giocare gioioso e creativo, che affonda le proprie radici nei secoli e nelle sofferenze trasformate in gioia: “la ginga è il fattore decisivo per giocare a calcio, un atteggiamento in cui il talento prevale sulla tecnica, il piacere del gesto è dominante.” Quando si rendono conto che in campo hai quel ragazzo con le stelle negli occhi e i piedi degli dei, allora devi arrenderti all’evidenza: l’immaginazione va al potere nello sport, prima che in qualsiasi altra espressione popolare. Nonostante l’attitudine intimidatoria prima e durante la partita, gli

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NEL CUORE DELLA MONTAGNA. Cammini e narrazioni con Davide Sapienza

E’ ufficiale, Nel Cuore della Montagna inizia domenica 17 e termina sabato 29 settembre. La Rete Bibliotecaria Bergamasa, grazie al Sistema Bibliotecario Valle Seriana, in collaborazione con Alpes ha ideato la prima rassegna di cammini geopoetici affidati a un autore seguendo il lavoro che porto avanti da quando I Diari di Rubha Hunish arrivò nelle librerie, nel 2004 e proseguito attraverso i reportage e in particolare alla rubrica Sentieri d’Autore (e i reportage) sul Corriere della Sera di Bergamo. Corriere che è media partner dell’iniziativa localizzata dall’alta montagna alle aree più collinari della Valle Seriana e della Presolana, nelle Orobie Orientali per vivere (…)Read more

N.C.D.M. (di Narrazioni, Geografie, Cammini e Geopoeti)

Inizierà il 17 giugno e si concluderà il 30 settembre. Una rassegna improntata sul mio lavoro geopoetico, raccontata come i Sentieri d’Autore del Corriere della Sera e le scritture partite nel 2004 da I Diari di Rubha Hunish. Undici cammini geopoetici voluti da un Sistema Bibliotecario, del quale per ora non dico nulla ma che è tra i più innovativi e storici in tutta Italia. Infatti N.C.D.M. sarà una rassegna la cui prima edizione dimostrerà perchè qualcosa del genere ancora non era stato fatto e questo grazie alla sinergia tra loro, l’autore e Alpes, che poi è l’officina culturale nella quale nascono tanti progetti. La rassegna, per ora, ve la dico solo con il suo acronimo. La sua sigla: N.C.D.M. Non è ora il tempo di fornire l’elenco dei luoghi e degli orari. Li saprete a tempo debito. Posso però svelare che percorreremo, come in una mappa che diventa il territorio, una lunga vallata attraverso dieci paesi, dalle basse alle alte terre. Read more

RITORNO IN VAL D’ULTIMO

DOPO TRE ANNI, UN VIAGGIO D’AUTORE NELLA ULTERNESS

Si torna un Val d’Ultimo per un viaggio d’autore con la Compagnia dei Cammini. Era dal 2015 che non conducevo un gruppo per più giorni di camminare geopoetico. Oggi, quindici anni dopo avere dato il via a questa forma di narrativa in cammino, dopo oltre duecento incontri in Italia e in altre nazioni europee, il richiamo della “ulterness” come un magnete chiamava da lontano e ho deciso di rifarmi vedere da quei luoghi straordinari che tanto mi hanno donato. Nella collana dei viaggi d’autore, che fui tra i primi scrittori a condurre grazie all’invito della CdC – loro l’idea originale nuova e speciale, ripresa come si vede negli anni seguenti da associazioni ecc – questo “fuori catalogo” è una lieta sorpresa anche per me. I posti sono solo quindici, condizione questa per mantenere intatto il senso di intensità e di gruppo.

Scoprite tutto QUI, per sapere come dove quando…Perchè, lo sapete voi.

 

Ogni passo è un territorio nuovo.
Ognuno cammina con due gambe e le gambe condividono una via perché c’è amore nel movimento, energia che indica un sentiero. É la wilderness in noi, il seme che non può essere negato: io, questo atto della wilderness, l’ho chiamato ulterness.”

(da CAMMINANDO, Lubrina Ed, 2014. Feltrinelli Zoom ebook, 2015)

IL RACCONTO CHE STA PER USCIRE DALLA FORESTA

Non è uno spoiler. Ma finalmente il suo tempo è arrivato. Tra qualche mese disponibile in libreria e shop online il racconto lungo per me più speciale e rimasto nel sottosuolo a svilupparsi attraverso diverse stesure – anni di scrittura, pensieri, sogni bambini, brevi letture pubbliche, nelle scuole, a casa, al mio bambino che intanto cresceva. Il seme fu gettato dalle pagine del quotidiano La Stampa nel 2006, era un breve racconto che poi è cresciuto diramandosi ben oltre la mia intuizione di allora e capace di ridisegnare valli e sorgenti, scrittura e immaginazione. Gettando altri semi, il più bello, ora, diventa un libro. Prossimamente…qui.

(…) insegnandogli tutti i nomi delle cime e spiegando come si faceva a camminarci sopra, gli diceva: «e alla fine, oltre quella montagna lunga si trova un luogo fatto di acqua, di creature misteriose che nessuno sa bene dove vivono, ma che ai bambini raccontano solo la verità. Sai perché? I bambini non li scocciano con tante domande stupide, perché voi vedete le cose che sono la verità della Terra». (…)

JACK LONDON, IL MORBO ROSSO & IL TEATRO ETERNO DELLA VITA

«Nell’eternità che supera la nostra comprensione l’evoluzione di quel satellite solare che chiamiamo «Terra» non occupa che una frazione temporale minima, dove l’uomo a sua volta occupa un piccolissimo spazio. L’intero flusso umano, dal primo uomo scimmia all’ultimo profugo che oggi approda sulle nostre spiagge non è che un’illusione, un bagliore di luce, un fremito di movimento sull’infinita superficie della notte stellata. Non c’è nulla di terribile in ciò. In punto di morte, anche noi potremo dire: «Guardate! Io ho vissuto! E quell’unica goccia di vita, il solo assaggio dell’essere, è stato buono! E forse la nostra impresa più grande sarà quella di avere sognato l’immortalità, anche se avremo comunque fallito, cercando di ottenerla.»

Così disse il professor Smith, tra i pochi sopravvissuti al “morbo rosso” – virus letale e rapidissimo nel suo devastante cammino – che nel 2013 colpisce il mondo. Lo racconta il capolavoro di Jack London del 1913

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SULLE ORME DEI CAMOSCI

Indimenticabile esperienza vissuta grazie alla disponibilità della Polizia Provinciale di Bergamo che mi ha permesso di “aggregarmi” a due dei loro guardia caccia, in pieno inverno, su diversi giorni. Lo scopo era quello di raccontare un mestiere bello e impegnativo, anche perché la discutibile scelta di azzoppare le province italiane fa sì che il presidio del territorio soffra per i pochi addetti che possono svolgere funzioni cosi impegnative, che richiedono dedizione costanza coraggio e competenza. Ecco la storia SULLE ORME DEI CAMOSCI uscita oggi sul Corriere della Sera.

199 SENTIERI D’AUTORE

«L’ambiente è avvolgente, non si vede “il fuori” ma se ne sente l’approssimarsi. All’uscita in vetta, si resta senza parole. Il fascino della sua storia naturale è irresistibile: respiri e senti la forza della roccia lavorata dalle ere.» Iniziava cosi, venerdì 7 marzo 2014, l’avventura “Sentieri d’Autore” sul Corriere della Sera per la redazione di Bergamo. Un ingaggio importante, iniziato pochi mesi prima grazie al giornalista che più ha creduto in questa idea geopoetica capace di arrivare anche a questa rubrica, ovvero Marco Brizzi: l’incarico era (anche) di esplorare la provincia che da sola detiene metà dei sentieri di tutta la Lombardia e raccontarla con il taglio geopoetico della mia narrativa, dopo i primi reportage (come QUESTO oppure QUESTO ma anche QUESTO dall’autunno 2013). Sentieri d’Autore partiva come un esperimento senza precedenti su un quotidiano così importante ma non potevamo immaginare di arrivare, 199 venerdì consecutivi dopo, a così tante proposte raccontate con il senso della geografia intima: sembra ieri il primo centenario (LEGGI) e invece venerdì 12 gennaio 2018 arriveremo a 200 giorni in cammino per il Corriere della Sera. A questi “racconti minimi”, si affiancano oltre trenta reportage dal territorio orobico (LEGGI). E se un giorno cammineranno tutti insieme in un libro? Nell’attesa, ecco QUI il SdA 199.

UN PITTORE MAI NATO, IN UNA CITTA’ MAI PIU’ VISTA

Una delle più belle e approfondinte recensioni di La vera storia di Gottardo Archi (Bolis Ed), scritta da Andrea Sciffo per Satisfiction. Ti aspettiamo venerdì 29 sotto la Presolana (scarica il tuo INVITO):

La vera storia di Gottardo Archi” è il racconto di un falso: la narrazione veritiera di una storia che non è mai avvenuta nella storia, ma che avrebbe potuto succedere. È, cioè, una falsità più vera del vero.” LEGGI

Vuoi saperne di più sulla nascita del mistero delle undici tele ritrovate? GUARDA

Segui la sezione INCONTRI o la pagina Facebook: da fine gennaio – con Gabriele Mitelli – proporremo alcune”prove aperte” per creare habitat di essenze selvatiche per assistere alla crescita della performance “La parola selvatica (il suono)”, con testi sonorizzati dal giovane sperimentatore jazz. In preparazione, il libro è disponibile ovunque lo si voglia acquistare, anche presso l’editore – cartaceo e ebook QUI