Davide Sapienza - Sito ufficiale

Sunndaløra,  Møre og Romsdal, Norge.
Febbraio 2006

La neve scende in questa vallata silenziosa, ma il sole ha accompagnato Eirik e me da Kongsvoll e per oltre 100 Km solitari nelle nevi nordiche, attraverso uno dei luoghi piu’ belli che abbia attraversato. Il parco nazionale Dovrefjell-Sunndalsfjella, (http://english.dirnat.no/wbch3.exe?p=3038) che confina con il Trollheimen, la patria dei Troll.

Ma non e’ questo che conta veramente. Eirik, produttore teatrale e grande appassionato di wilderness (abbiamo trascorso il giorno di riposo nella sua hytta, Litjebua, sul lago Torbuvatnet, ora ghiacciato) mi ha condotto, sulla spinta leggera e accattivante degli sci nordici da escursionismo attraverso vallate vaste e infinite, circondati da oltre 50 vette che superano anche i 2000 metri – come essere a 3500 metri nelle Alpi, per le condizioni climatiche e morfologiche, a causa della latitudine.

Qui ho osservato distendersi nei disegni di roccia e neve, storie sconosciute e il passo leggero di renne selvatiche e lepri artiche e piccoli animali dei quali vedevamo spesso solo le tracce. Le storie di creature come noi, che nella terra trovano tutto il necessario per vivere. Abbiamo chiamato questo nostro viaggio ”The Meeting Place”, ”l’Incontro”. La partenza dal Dovre, sulla valle Drivdalen, ci ha condotto attraverso la frattura climatica nord-sud: ”poli” che convivono costantemente in questa terra di Norvegia: procedendo verso ovest, avevamo il clima del Nord da una parte un subbuglio di vento e misteri - e il Sud dall’altra, con il sole che sale in cielo alle sette di mattina per discendere a occidente verso le sei di sera.

Alla faccia del buio nordico: come sempre e’ la luce a essere padrona. Distese cosi’ limpide da farmi perdere il senso della misura, consegnatomi con calma e amicizia invece da Eirik, che conosce benissimo la zona. Durante la prima tappa verso la baita incustodita di Reinheimen, abbiamo incrociato da vicino ben sei Buoi Muschiati. Un animale che pare essere sgusciato da un buco nel tempo, qui davanti a noi dritto dalla preistoria.

Ma un simbolo di questi giorni fuori da ogni tempo, sgusciati via dal desiderio e dal sogno, circondati da montagne e vallate a perdita d’occhio, isolati nella wilderness a decine di chilometri da una qualsiasi forma di ”civilta’ ”. Rubha Hunish si e’ rimesso in cammino e gli Inukshuk sulla Terra hanno confermato che una strada da dentro il nostro cuore alle terre infinite dove il richiamo squilla limpido, esistono per tutti.  Om Shanti.

Davide Sapienza - 2
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