La neve scende in questa vallata silenziosa, ma il sole ha accompagnato
Eirik e me da Kongsvoll e per oltre 100 Km solitari nelle nevi nordiche,
attraverso uno dei luoghi piu’ belli che abbia attraversato. Il parco
nazionale Dovrefjell-Sunndalsfjella, (http://english.dirnat.no/wbch3.exe?p=3038) che confina con il
Trollheimen, la patria dei Troll.
Ma non e’ questo che conta veramente.
Eirik, produttore teatrale e grande appassionato di wilderness (abbiamo trascorso
il giorno di riposo nella sua hytta, Litjebua, sul lago Torbuvatnet, ora
ghiacciato) mi ha condotto, sulla spinta leggera e accattivante degli sci
nordici da escursionismo attraverso vallate vaste e infinite, circondati
da oltre 50 vette che superano anche i 2000 metri – come essere a
3500 metri nelle Alpi, per le condizioni climatiche e morfologiche, a causa
della latitudine.
Qui
ho osservato distendersi nei disegni di roccia e neve, storie sconosciute
e il passo leggero di renne selvatiche e lepri artiche e piccoli animali
dei quali vedevamo spesso solo le tracce. Le storie di creature come noi,
che nella terra trovano tutto il necessario per vivere. Abbiamo
chiamato questo nostro viaggio ”The Meeting Place”, ”l’Incontro”.
La partenza dal Dovre, sulla valle Drivdalen, ci ha condotto attraverso la
frattura climatica nord-sud: ”poli” che convivono costantemente
in questa terra di Norvegia: procedendo verso ovest, avevamo il clima del
Nord da una parte un subbuglio di vento e misteri - e il Sud dall’altra,
con il sole che sale in cielo alle sette di mattina per discendere a occidente
verso le sei di sera.
Alla faccia del buio nordico: come sempre e’ la
luce a essere padrona. Distese cosi’ limpide da farmi perdere il senso
della misura, consegnatomi con calma e amicizia invece da Eirik, che conosce
benissimo la zona. Durante la prima tappa verso la baita incustodita di Reinheimen,
abbiamo incrociato da vicino ben sei Buoi Muschiati. Un animale che pare
essere sgusciato da un buco nel tempo, qui davanti a noi dritto dalla preistoria.
Ma un simbolo di questi giorni fuori da ogni tempo, sgusciati via dal desiderio
e dal sogno, circondati da montagne e vallate a perdita d’occhio, isolati
nella wilderness a decine di chilometri da una qualsiasi forma di ”civilta’ ”.
Rubha Hunish si e’ rimesso in cammino e gli Inukshuk sulla Terra hanno
confermato che una strada da dentro il nostro cuore alle terre infinite dove
il richiamo squilla limpido, esistono per tutti. Om Shanti.