Futuro

«COME FOSSE UN RABDOMANTE»

«Come fosse un rabdomante, usa le parole per esplorare la terra»: così esordisce l’intervista di Daniela Morandi sul Corriere della Sera di oggi (LEGGI), dedicata al ritorno di Rubha Hunish (e al senso di una edizione “Redux”, con postfazione di Tiziano Fratus) – e all’inizio del Tempo Della Terra Orbis, creato con Alpes per esplorare questo 2017, dai miei libri al territorio. Il ritorno in libreria e negli shop online de I Diari di Rubha Hunish è un passaggio fondamentale, nella creazione del catalogo presso l’editore Lubrina di quasi tutti i miei libri passati: dopo Le Orovie (2011), Camminando (2014),

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I DIARI DI RUBHA HUNISH – redux

I DIARI DI RUBHA HUNISH – redux & IL TEMPO DELLA TERRA

7.9.2004: l’editore BaldiniCastoldiDalai di Milano pubblica “I Diari di Rubha Hunish”. Considerando che l’autore – si, il sottoscritto – non sapeva esattamente cosa gli era stato concesso dai genius loci che lo avevano accolto e ispirato, in lui nasce l’idea che la geopoetica sia una definizione che si avvicina. Suona bene, narrativa geopoetica di viaggio. E secondo varie autorevoli voci, nasce paradigma differente, anche nuovo, un unicum, come scrissero, per esempio, su La Stampa o Diario. Il libro che non c’era, adesso arriva al 2017…

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ANIMALS: L’EPITAFFIO DI UN SOGNO

Il 23 gennaio 1977 i Pink Floyd pubblicano il loro decimo album. “Animals” resta un’opera importante per capire le porte scorrevoli dei decenni in cui la musica popolare ebbe un impatto enorme sulla società.

Animals è uno di quegli album che definiscono un tempo e lo trasformano in un luogo della storia, in questo caso dell’arte popolare che, sintonizzata prima sulla rivoluzione psichedelica, ora coglie che “il decennio breve” è finito. The dream is over, aveva cantato John Lennon: Animals è l’epitaffio di quel sogno” LEGGI la riflessione pubblicata su Doppiozero.com

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